Brown, il nuovo premier inglese, rilancia scuola, sanità, casa con un unico termine: "change"

Brown ha subito promesso 'un nuovo governo con nuove priorità', molto attento ai problemi della scuola, della sanità e della casa



Primo giorno di scuola per Gordon Brown.

Ieri ha ricevuto il mandato direttamente dalle mani della Regina, e oggi il nuovo inquilino di Downing Street ha preso pieno possesso delle sue funzioni, dopo dieci anni e cinquantacinque giorni targati Tony Blair.

Il nuovo leader dei Labour aveva annunciato un rimpasto che non stravolgesse l'ossatura del governo, ma al contempo era naturale la necessità di segnare una discontinuità con i tre mandati dell'ex premier.

In realtà le nuove nomine riguardano i ministeri principali, facendo così nascere un nuovo governo magari simile nelle facce, ma profondamente diverso nella sostanza e nell'azione politica da quello che lo ha preceduto.

Nasce così la prima svolta della nuova era, a cominciare dalla nomina agli Esteri di David Miliband, il "delfino" dell'ex capo di governo, finora titolare di Ambiente, Alimentazione e Affari rurali, che sostituirà Margaret Beckett, uno dei pilastri dell'era Blair.

"Sono straordinariamente onorato e assolutamente felice del nuovo incarico", ha detto il neo-ministro, in qualche modo ricompensato da Brown di non aver corso contro di lui nella corsa alla leadership del partito.

Linearità per quanto riguarda invece il ruolo che fino ad oggi è stato proprio di Brown. Alistair Darling, un tecnocrate che è stato uno stretto collaboratore sia di Blair che dello stesso Brown, è il nuovo Cancelliere dello Scacchiere, il ministro dell'Economia del governo.

La nomina del 53enne Darling, già Portavoce del Labour per l'Interno e le Finanze quando il partito era all'opposizione prima del 1997 (è stato anche ministro della Sicurezza sociale, del Lavoro e dei Trasporti) rappresenta una linea di continuità con la passata politica economica e quindi la sua nomina probabilmente non provocherà scossoni sui mercati finanziari.

Al posto di John Reid (l'unico a dimettersi spontaneamente da ministro) va Jacqui Smith, da oggi la prima donna a diventare ministro dell'Interno in Gran Bretagna.

La Smith, 44 anni, ex ministro dell'Istruzione e capo del gruppo parlamentare laburista ai Comuni, si è detta "enormemente orgogliosa" di essere stata scelta da Gordon Brown. Con lei ci saranno altre due donne nel nuovo esecutivo: Ruth Kelly ai Trasporti e la nuova "Commons Leader", Harriet Harmann, ministro per i rapporti con il Parlamento.

Sorpresa alla Giustizia, dove approda Jack Strow, che sotto Tony Blair era già stato ministro degli Interni, degli Esteri, e poi "Commons Leader".

Tra i nuovi ministri anche Alan Johnson alla Sanità, Peter Hain, nuovo ministro del Lavoro e Douglas Alexander, finora titolare dei Trasporti, neo-responsabile della cooperazione internazionale, in sostituzione di Hilary Benn, che è andata all'Ambiente, uno dei ministeri più "caldi" e pesanti, di questi tempi.

A Des Browne è andato invece il Ministero della Difesa, competente sulle questioni militari, e quindi chiamato subito in causa da chi si aspetta un cambio di rotta rispetto al governo precedente sulla guerra al terrorismo.

Ad un altro dei suoi uomini più fidati, il suo braccio destro, Ed Balls, Brown ha affidato il ministero per l'Infanzia, le scuole e la famiglia, a dimostrazione del ruolo chiave che il nuovo governo vuole dare all'educazione, da sempre in cima alle sue priorità.

Il nuovo governo si è riunito immediatamente dopo le nomine, con una prima riunione nel pomeriggio.

Per il neopremier è stata anche una giornata di colloqui telefonici, col suo predecessore Blair (al quale ha fatto l'in bocca al lupo per il suo nuovo incarico di inviato del Quartetto per il Medioriente), e con José Manuel Barroso, "per esprimere il desiderio di continuare la cooperazione fruttuosa tra il Regno Unito e la Commissione europea", ed incassando le congratulazioni e gli auguri del presidente della Commissione europea.

Anche Angela Merkel non è stata da meno, esprimendo a Brown il desiderio di proseguire nella "stretta cooperazione caratterizzata da grande fiducia".

Nelle sue prime ore da premier Brown ha subito promesso "un nuovo governo con nuove priorità", molto attento ai problemi della scuola, della sanità e della casa, anche per rilanciare in qualche modo l'immagine sbiadita dei Labour, e magari provare ad ingraziarsi la Regina più di quanto non abbia fatto Tony Blair.

Non è ancora chiaro quanto Brown prenderà del suo predecessore.

Non va dimenticato infatti che l'anno scorso Blair ha rischiato la destituzione proprio a causa di una rivolta dei deputati del suo partito fomentata apparentemente proprio da Brown.

E con ogni probabilità Brown sarà meno sanguigno nella guerra al terrorismo, puntando l'occhio su altre priorità. Non a caso, ha messo subito l'accento sulla parola "change". "Ho viaggiato per il Paese e ho sentito il bisogno di cambiamento: cambiamento nel nostro sistema sanitario, cambiamento nelle scuole, cambiamento per il mercato delle case, cambiamento per ristabilire la fiducia nel governo" ha esordito ieri, quasi sfidando il suo carattere ombroso di londinese metodico e severo, molto ambizioso e molto determinato. "Tutto quello in cui credo e che cerco di fare viene dai valori con cui sono cresciuto: senso del dovere, onestà, duro lavoro, famiglia e rispetto per gli altri" aveva detto alla vigilia il neopremier, col suo timido sorriso da predestinato, quello di chi in qualche modo sente che la poltrona di premier gli fosse quasi dovuta, dopo dieci anni di attesa, e i celebri patti (poi disattesi) con l'ex amico Tony Blair.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il