BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Partita Iva 2016 minimi, forfettaria, ordinaria e collaboratori: regole ufficiali nuove detrazioni, malattie, ferie, contratti

Per domani è atteso il disco verde del Consiglio dei ministri alla concessione di misure agevolative per le partite Iva 2016.




Sono in arrivo una serie di misure per le partite Iva 2016. Il via libera arriverà dal Consiglio dei ministri di domani. In ballo ci sono la deduzione completa di tutte le spese per formazione e aggiornamento professionale fino a 10.000 euro, il percepimento dell'assegno di maternità non più legato alla sospensione dall'attività lavorativa, l'allungamento del congedo parentale, lo stop al versamento dei contributi previdenziali fino a un massimo di due anni nel caso di malattia, tutele nel caso di ritardi nei pagamenti da parte del committente

In ogni caso, i regimi contabili delle partite Iva 2016 da scegliere sono quello ordinario che comporta maggiori adempimenti da un punto di vista contabile e quindi maggiori costi di amministrazione, e quello forfettario, decisamente più semplice e meno gravoso dal punto di vista economico, ma con alcuni limiti da rispettare. In ogni caso è indispensabile verificare sia in sede di inizio attività e sia successivamente verificare il possesso delle condizioni per poter fruire del regime scelto, ricordando che da questo 2016 non ci sono limiti di età per l'adesione al forfettario e né di durata rispetto ai cinque anni dell'ormai ex regime dei minimi.

Il regime ordinario delle partite Iva 2016, oltre che per una maggiore tassazione a carico del contribuente, si distingue per l'obbligo degli studi di settori e della tenuta di registri Iva, libro giornale, libro mastro, libro inventari, registro beni ammortizzabili. Per esercenti arti e professioni c'è la possibilità di tenere il solo registro cronologico integrato. Per quanto riguarda il forfettario, il regime è pensato per persone fisiche esercenti attività d'impresa arti o professioni. C'è un tetto di ricavi o compensi variabile che, nel caso dei professionisti è di 30.000 euro, per gli altri è previsto un innalzamento di 10.000 euro rispetto a quanto applicato lo scorso anno.

Occorre poi rispettare la soglia di 5.000 euro lordi per spese per lavoro dipendente o accessorio e di 20.000 euro per l'acquisto di beni strumentali. Il regime è compatibile con il lavoro dipendente e con i redditi da pensione e assimilati purché quest'ultimi non eccedano i 30.000 euro. Non ci sono studi di settori ed è previsto l'esonero da registrazione e tenuta scritture contabili per imposte dirette e da versamento e obblighi Iva. Non sono infine considerati sostituti d'imposta. Il reddito è determinato in misura forfettaria in misura dei ricavi.

Più precisamente è al 40% con reddito massimo a 45.000 euro per industrie alimentari e delle bevande, al 40% con reddito massimo a 50.000 euro per commercio all'ingrosso e al dettaglio, al 40% con reddito massimo a 40.000 euro per commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande, al 54% con reddito massimo a 30.00 euro per commercio ambulante di altri prodotti, all'86% con reddito massimo a 25.000 euro per costruzioni e attività immobiliari, al 62% con reddito massimo 25.000 euro per intermediari del commercio, al 40% con reddito massimo a 50.000 euro per servizi di alloggio e ristorazione, al 78% con reddito massimo a 30.000 euro per attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, al 67% con reddito massimo a 30.000 euro per altre attività.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il