BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Canone Rai 2016: il Gruppo cambia strategia mentre si delinea chi paga, su cosa e quali case seppur alcuni punti da chiarire

C'è sempre la Rai al centro dei lavori e non solo per il pagamento del canone che da quest'anno avverrà con la bolletta della luce.




Questo è un periodo di cambiamenti per la Rai. In prima battuta c'è il pagamento del canone che, da questo 2016, è finito nella bolletta elettrica. Il pagamento delle prima rata è comunque in calendario solo nel mese di luglio e sarà pari a 70 euro. L'imposta è dovuta per il possesso del televisore, ma solo sulla prima casa, sia essa di proprietà o in affitto. Poi c'è il nuovo statuto Rai, associato al piano industriale del direttore generale, che comprende anche "informazione completa e pluralista, racconto della realtà e dei territori, sostegno all'istruzione e all'alfabetizzazione digitale, promozione dell'immagine dell'Italia all'estero".

E quindi c'è la prosecuzione del percorso di riorganizzazione della Rai. In questo contesto si segnala l'attacco alla Rai di Urbano Cairo, proprietario de La7, durante un convegno organizzato da Forza Italia. Cairo si è soffermato sulla nuova modalità di pagamento del canone: "Il nocciolo della riforma è che la Rai avrà 250-300 milioni di euro in più grazie all'aggancio con la bolletta elettrica; quindi, in un momento in cui tutti sono stremati, un unico player avrà soldi in più". Ma, aggiunge il patron del Torino, "siamo sicuri che il Tg di Mentana sia meno servizio pubblico di un tg Rai?". Cairo ha invitato a considerare altre realtà: "La Bbc non ha un centesimo di pubblicità. Quindi, se sale l'introito del canone Rai, scenda la pubblicità".

Il fulcro dell'azione della Rai è dunque il nuovo amministratore delegato, nominato dal consiglio di amministrazione su proposta del Tesoro e in carica per 3 anni. Lunga la lista delle sue prerogative: nomina i dirigenti con parere del cda per quelli editoriali; assume, nomina, promuove i giornalisti su proposta dei direttori di testata; firma contratti fino a 10 milioni di euro; ha massima autonomia sulla gestione economica; è incompatibile con cariche di governo; senza conflitti di interesse o cariche in società concorrenti. Il cda è composto da 7 membri (prima erano 9): 4 eletti da Camera e Senato, 2 nominati dal governo, 1 designato dall'assemblea dei dipendenti. In fase di prima applicazione della legge, al direttore generale sono conferiti i poteri dell'amministratore delegato.

E ancora, a chiusura del pacchetto di novità, il presidente di garanzia Rai è nominato dal consiglio di amministrazione tra i suoi membri e deve ottenere il via libera della Commissione di Vigilanza con i due terzi dei voti. Infine, prolungata a cinque anni la disciplina dei contratti per lo svolgimento del servizio pubblico.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il