Partita Iva 2016: regole ufficiali premi, ferie, detrazioni, pagamenti e in arrivo novità ulteriori studi settore e delega fiscale

Non ci sono solo le nuove regole sulle partite Iva a regime forfettario: sono in arrivo altre novità per le partite Iva 2016.

Partita Iva 2016: regole ufficiali premi


Continuano ad arrivare novità sulle partite Iva 2016, come dimostrato dall'atteso Consiglio dei ministri di domani giovedì 28 gennaio 2016 che darà il via libera a una serie di misure a tutela dei professionisti. Tra l'altro si prevedono la deducibilità dei costi di formazione e aggiornamento fino a un massimo di spesa di 10.000 euro, la deducibilità fino a 5.000 euro delle spese per riqualificazione professionale, l'applicazione di interessi di mora per pagamenti ritardati da parte del committente, l'indennità di maternità a prescindere dall'astensione dal lavoro, misure per l'autoimprenditorialità e l'orientamento per il nuovo inserimento nel mondo del lavoro.

In ballo c'è anche l'abolizione degli studi di settore per tutti i liberi professionisti. Si tratta del primo passo dei nuovi provvedimento che entreranno in vigore solo il seguito. Tra le altre novità si segnala che i Piani operativi Por e Pon del Fse e del Fesr, rientranti nella programmazione dei fondi strutturali europei 2014/2020, si intendono estesi anche ai liberi professionisti, in quanto equiparati alle piccole e medie imprese come esercenti attività economica, a prescindere dalla forma giuridica rivestita.

Questo, si ricorda, è l'anno dell'entrata in vigore del nuovo regime forfettario 2016. Tre le novità si segnala l'aumento del limite di fatturato che per i professionisti è stato innalzato a 30.000 euro, l'imposta sostitutiva pari al 15% sul reddito, calcolata sulla base di coefficienti di redditività a seconda dell'ambito di attività, il limite dei beni strumentali acquistabili pari a 20.000 euro, l'ammissione di spese per l'acquisizione di lavoro accessorio, dipendente ed assimilato fino a 5.000 euro all'anno.

Andando nel dettaglio, il limite dei ricavi ammonta a 50.000 euro per commercio al dettaglio e all'ingrosso; 40.000 euro per commercio di alimenti e bevande, anche ambulante; 20.000 euro per commercio ambulante non alimentare; 25.000 euro per costruzioni e attività immobiliari; 25.000 euro per intermediari del commercio; 50.000 euro per servizi di alloggio e di ristorazione; 30.000 euro per attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi; 30.000 per altre attività economiche; 45.000 euro per industrie alimentari e delle bevande.

Il coefficiente di redditività è al 40% per industrie alimentari e delle bevande, al 40% per commercio all'ingrosso e al dettaglio, al 40% per commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande, al 54% per commercio ambulante di altri prodotti, all'86% per costruzioni e attività immobiliari, al 62% per intermediari del commercio, al 40% per servizi di alloggio e ristorazione, al 78% per attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, al 67% per altre attività.

Il beneficio del regime dei contributi agevolati, previsti per chi aderisce al nuovo regime forfettario cessa di essere riconosciuto nell'anno successivo a quello in cui vengono meno i requisiti o in cui il contribuente decide di uscire.

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di Marianna Quatraro pubblicato il