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Pensioni novità nuovi ingressi in compagine esecutivo condizioneranno quota 100, quota 41, mini pensioni, riforma: novità oggi

Nuove nomine e nuovi alleati dell’esecutivo potrebbero portare verso novità concrete per le pensioni: cosa è cambiato e prospettive




Non solo nuove nomine nell'esecutivo, dopo l’arrivo alla sottosegreteria della presidenza del Consiglio di Nannicini, personalità particolarmente vicina al presidente dell'Istituto di Previdenza, pronto dunque a condividere ogni suo progetto di modifica delle pensioni attuali, la possibile promozione di Zanetti da sottosegretario a vice ministro dell’Economia, lui da sempre dalla parte delle novità pensioni, e le ultime notizie che vorrebbero un ingresso nell’esecutivo anche del presidente della Commissione Lavoro, lo stesso che continua a rilanciare sull’urgenza di cambiare le pensioni attuali e che è stato il fautore delle proposte di quota 100 e uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino ad un massimo dell’8%, ma anche nuove alleanze politiche che potrebbero finalmente spalancare le porte all’attuazione di quelle modifiche alle pensioni di cui si discute ormai da mesi.

Si continua a discutere da sempre di sistemi di uscita prima come quota 100 o mini pensione, che contribuirebbero a rilanciare allo stesso tempo occupazione giovanile e mettere da parte nuovi risparmi sul lungo periodo, ma anche di quota 41, ultimamente di nuovo rilanciato dalle forze sociali, con possibilità di uscita per tutti con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica, e l’arrivo di Verdini e della sua squadra nel Pd significa un ulteriore appoggio al piano dell'esecutivo che si sta sempre più rinsaldando dopo le nomine nuove appena citate.

Si tratta di un piano di modifica a 360 gradi che prevede, in realtà, l’attuazione di cambiamenti reali alle pensioni solo nel 2017, come confermato del resto dall’agenda di lavoro del premier stesso che fissava al 2015 il capitolo casa, al 2016 quello delle tasse e al 2017 quello delle pensioni. Modifiche che potrebbero partire da cambiamenti negativi su pensioni di reversibilità, invalidità, baby pensioni, per recuperare quelle risorse economiche necessarie per attuare successivi cambiamenti positivi per le pensioni stesse.

Ma con l’ingresso di Verdini, numero uno del Gruppo Ala, Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, che ieri ha votato contro la mozione di sfiducia proposta da Lega Nord e Forza Italia, la spinta della minoranza Pd già debole potrebbe diminuire ancora di più e, ricordando quanto già accaduto mesi fa, vale a dire le difficoltà che la stessa minoranza ha incontrato nel far valere le proprie posizioni, la situazione potrebbe nuovamente tornare confusa e sempre sull’orlo di scontri.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il