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Pensioni ultime notizie i tasselli del mosaico per cambiamenti strutturali e sistematici continuano ad essere inseriti

Nuove nomine esecutivo, nuovi tagli e nuova riorganizzazione dell’Istituto di Previdenza: le novità che potrebbero portare a cambiamenti reali delle pensioni




Nella prospettiva di un lavoro unitario che riesca ad arrivare alla definizione di novità pensioni è in atto, ormai da giorni, una sorta di revisione di nomine e le ultime notizie confermano infatti una maggioranza nuova e rimpinguata, dopo l’appoggio di Verdini e la sua squadra all’esecutivo, che sostiene le idee dell’esecutivo e non obbliga ad attuare cambiamenti immediati per le pensioni, pur appoggiandoli.  I primi due nomi dell’eventuale rimpasto dell’esecutivo che si sono rivelati cruciali nella ripresa dei lavori sulle pensioni sono stati quelli di Zanetti, che da sottosegretario potrebbe essere promosso a vice ministro dell'Economia, e di Nannicini, già nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Zanetti, infatti, è sempre stato dalla parte dei cambiamenti dell’attuale legge pensioni, d’accordo sul ricalcolo per le pensioni più alte, in modo da garantire una maggiore equità, e su piani come quota 100, mini pensioni o quota 41, sempre però accompagnati da penalizzazioni, ed è il primo ad aver fatto capire di essere favorevole alle misure pensioni contenute del progetto dell'Istituto di Previdenza indicando, senza considerare il suo progetto di voler semplificare il cumulo e rendere gratuite le ricongiunzioni, cambiamento considerato minimo rispetto ai piani di uscita prima, ma importantissimo.

Nannicini, invece, rappresenta una personalità di spicco nel mondo delle pensioni, particolarmente vicino al presidente dell’Istituto di Previdenza tanto da sostenere in pieno ogni cambiamento da lui proposto e, quindi, pronto a rilanciarvi fino ad una loro concreta approvazione. Accanto a questi due nomi figura anche quello  dell’attuale presidente della Commissione Lavoro, che sarebbe cruciale per rinsaldare la posizione della minoranza Pd  e che, dopo essere stato il fautore di proposte di cambiamento come piano di quota 100 o uscita prima a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino ad un massimo dell’8%, ha dimostrato di avere le stesse idee del presidente dell’Istituto di Previdenza, che sarebbero le stesse sostenute dall’esecutivo.

Queste nuove nomine potrebbero essere i primi tasselli del mosaico per cambiamenti strutturali e sistematici per le pensioni. Altro tassello per la realizzazione di cambiamenti pensionistici potrebbe essere rappresentato dai nuovi tagli che sono nelle intenzioni del commissario per la revisione della spesa pubblica Gutgeld e che potrebbero servire per accumulare quelle risorse economiche necessarie poi per procedere a cambiamenti positivi delle pensioni.

L'ultimo tassello per una revisione, a 360 gradi, del nostro sistema pensionistico sarebbe infine rappresentato dal piano di riorganizzazione interna dello stesso Istituto di Previdenza. Secondo quanto annunciato dal presidente, infatti, così com'era nelle sue intenzioni sin dal momento della sua nomina, ci si sta preparando per una vera e propria rivoluzione dell'Istituto che dovrebbe prevedere riduzione delle spese; servizi online e nascita di un fascicolo unico per ogni utente che contenga la sua storia contributiva e monitori la sua interazione con l’Istituto; multicanalità e digitalizzazione del rapporto con i cittadini, in modo da rendere l'Istituto il principale consulente dei contribuenti. Inoltre, la nuova struttura dell’Istituto dovrebbe prevedere l’accentramento e la chiara separazione tra le funzioni di governo, di competenza della sede centrale, e le funzioni di fornitura dei servizi, che saranno riservate alle sedi regionali, provinciali e locali dell’Istituto stesso.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il