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Banche a rischio e più sicure: lista nomi istituti italiani e banche europee. Btp il vero problema e Bail In chiesta cancellazione

Banche sicure e quelle nel mirino dei controlli della Bce; regole nuovo Bail In e richieste Banca di Italia di eliminarlo: situazione e prospettive




Se, al momento, sembra che le banche sicure, quelle che cioè non hanno ricevuto dalla Bce alcuna notifica di controllo, sono Banca Intesa, Ubi, MedioBanca e Credeme banco Popolare di Sondrio, nel mirino dei controlli della Banca Centrale Europea ci sono, invece, Carige, MPS, Unicredit, Banca Popolare, Bpm. Ma i controlli della BCE riguardano anche istituti bancari di altri sette Paesi, da Spagna, a Portogallo, Germania, Irlanda, Cipro, Slovenia e Grecia. Nel dettaglio, le banche interessate sarebbero la spagnola Liberbank Banca Privada, la portoghese Banco Commercial Portugues, le greche Pireus bank, Hellinic bank, Eurobank, la tedesca Münchener Hypothekenbank, le slovene Nova Ljubljanska Banka e Nova Kreditna Banka Maribor, l'irlandese Permanent Tsb e le cipriote Bank of Ciprus e Cooperative Central bank.

Secondo alcuni esperti, sarebbero a rischio anche i titoli di Stato: per il vice presidente della Bundesbank Dombret, infatti, bisognerebbe porre attenzione anche su questi strumenti e adeguare il capitale delle banche alla presenza di bond sovrani. In questo contesto, Bankitalia chiede all’Europa di cambiare le norme dell’approvato Bail In, se non proprio eliminarlo. Secondo la Banca d’Italia, sarebbe stato meglio aspettare il 2018 perché si tratta di un meccanismo che potrebbe aumentare i rischi di instabilità sistemica provocati dalla crisi delle singole banche e non è possibile minare la fiducia, visto che rappresenta la base della stessa attività bancaria.

L’Unione Europea sostiene il bail-in, meccanismo che prevede che, per il salvataggio di una banca in forte crisi, a pagare siano innanzitutto gli azionisti dell'istituto stesso, senza ricorrere ad aiuti esterni, di un'altra società o, in particolare, dello Stato,ritenendo che i salvataggi debbano essere fatti da un fondo interbancario di resistenza, sostenuto da tutti. A rischiare perdite con il bail in sono innanzitutto gli azionisti che potrebbero vedere azzerarsi il valore delle proprie azioni; quindi i titolari di obbligazioni convertibili in azioni emesse dall'istituto bancario in crisi; poi quelli di obbligazioni subordinate e alle altre obbligazioni non garantite; e i conti deposito e i conti correnti superiori ai 100mila euro. Per quanto riguarda i bond, potrebbero essere toccati anch’essi nel caso di necessità, per cui bisognerà prestare maggiore attenzione ai titoli acquistati.

Nessun rischio, invece, per i depositi protetti dal sistema di garanzia dei depositi di importo fino a 100.000 euro; le passività derivanti dalla detenzione di beni della clientela o in virtù di una relazione fiduciaria, come il contenuto delle cassette di sicurezza o i titoli detenuti in un conto apposito; le passività garantite, inclusi i covered bonds e altri strumenti garantiti; i debiti verso i dipendenti, i debiti commerciali e quelli fiscali purché privilegiati dalla normativa fallimentare; le passività derivanti dalla partecipazione ai sistemi di pagamento con una durata residua inferiore a 7 giorni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il