BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Partita Iva 2016: minimi, nuovo regime forfettario, ordinaria: novità questa settimana oltre nuove regole contratti,malattie,ferie

Il nuovo regime forfettario si rivela vantaggioso per i professionisti che raggiungono i 30.000 euro di compensi percepiti.




C'è un importante chiarimenti in merito all'accesso al regime forfettario delle partite Iva 2016. Le porte sono aperte anche a chi, fino allo scorso anno, ha aderito a un altro regime, compreso quello dei minimi. La precisazione è venuta fuori nel corso di Telefisco 2016, la manifestazione allestita dal Sole 24 Ore che anche quest'anno ha fatto registrare un'ampia partecipazione di professionisti e operatori dell'area fiscale. Le partite Iva forfettarie non sono chiamate agli studi di settore, ma il viceministro dell'Economia Luigi Casero ha confermato come la rotta tracciata prevede l'abolizione totale di questo strumento: "Interverremo per una semplificazione generalizzata di tutti gli studi di settore".

Il nuovo regime forfettario, che si rivela vantaggioso per i professionisti che raggiungono i 30.000 euro di compensi percepiti, limite massimo di volume d'affari consentito, presenta semplificazioni ai fini Iva. Ci sono infatti operazioni senza detrazione Iva assolta ovvero quelle nazionali che non prevedono addebito Iva a titolo di rivalsa né detrazione. L'impresa o il professionista è considerato consumatore finale e paga o non paga l'imposta a seconda che sia o meno prevista nel prezzo, ma in ogni caso non la detrae. Poi c'è quella relativa alle cessioni beni intra-comunitari. Sono considerate cessioni interne, per cui non si applica l'Iva. Stesso trattamento per gli acquisti beni intra-comunitari.

Tra gli esoneri rispetto a chi è soggetto alla contabilità ordinaria ci sono l'assenza di registrazione delle fatture emesse e dei corrispettivi e fatture di acquisto, la non tenuta e conservazione dei registri, l'assenza delle ritenute alla fonte; la mancata effettuazione di alcuna ritenuta alla fonte ma c'è l'obbligo di indicare in dichiarazione dei redditi il codice fiscale del percettore delle somme che non sono state assoggettate a ritenuta, la non applicazione di Irap e studi di settore, la non dichiarazione annuale e comunicazione dati Iva; la non compilazione della comunicazione clienti e fornitori ovvero il cosiddetto spesometro, la non compilazione della black-list.

Ci sono anche alcuni obblighi che le partite Iva 2016 a regime forfettario sono comunque chiamate a rispettare: numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali; numerare e conservare le fatture emesse; certificare e conservare i corrispettivi; indicare in fattura il riferimento normativo del regime applicato; applicare la marca da bollo di 2 euro in fattura solo su importi superiori a 77,47 euro.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il