Motori di ricerca: uno studio marketing-psicologico spiega perchè si utilizzano sempre gli stessi

Una ricerca rivela che gli utenti sono influenzati dai brand anche quando si tratta di motori di ricerca: messi a confronto tra risultati identici giudicano più attendibili quelli che provengono dai nomi noti



Secondo uno studio, presentato nel corso della conferenza Computer/Human Interaction 2007 a San Jose in California, le persone credono maggiormente ai risultati di ricerca prodotti dai motori collegati a un brand globalmente famoso, come accade nella vita reale con le merci esposte negli scaffali di un supermercato. I ricercatori del Penn State College of Information Sciences and Technology hanno estratto da Google i risultati di quattro ricerche: campeggio in Messico, musica techno, case prefabbricate e uso del laser nella chirurgia estetica.

Questi dati sono stati sottoposti all'attenzione di trentadue partecipanti all'esperimento, facendo però credere loro che provenissero da quattro diversi motori di ricerca, vale a dire Google, Yahoo, MSN Live Search e AI2RS, quest'ultimo creato appositamente dai ricercatori per lo studio. Nonostante le pagine dei risultati fossero perfettamente identiche nei contenuti e nella presentazione, i volontari hanno giudicato migliori quelle griffate Yahoo e Google, dimostrando una volta di più quanto il riconoscimento di un marchio sia importante nella mente di un utente/consumatore.

Lo scopo della ricerca era proprio cercare di capire perché il popolo della Rete, che ha a disposizione più di 4000 motori con tecnologie e interfaccia simili, si indirizzi principalmente sul piccolo gruppo dei più famosi. Per determinare la performance di ogni motore i volontari hanno classificato i risultati della ricerca attraverso tre gradi di giudizio: molto rilevante, abbastanza rilevante e irrilevante. Al momento del computo finale il 36 per cento dei dati è stato ritenuto in qualche modo rilevante. A questo punto i ricercatori hanno analizzato la prestazione di ogni search engine per valutare quali fossero al di sopra o al di sotto di questa media. Yahoo si è piazzato al primo posto, benché molti dei partecipanti avessero dichiarato di usare normalmente Google, con un 15 per cento sopra la media, mentre la grande G ha ottenuto solo un magro 0,7 in più. AI2RS, privo di un brand riconoscibile, è stato quello con i risultati peggiori nonostante avesse ottenuto i migliori punteggi sull'uso del laser nella chirurgia estetica.

E' la conferma di quanto rivelato lo scorso anno da un team di ricercatori tedeschi su come i brand siano in grado di sollecitare determinate aree dei cervello. Lo studio fu il primo al mondo a utilizzare la risonanza magnetica per verificare le reazioni del cervello in seguito al riconoscimento di un marchio. Un pool di medici e ricercatori economici esaminò le reazioni neurologiche ai brand di due prodotti, macchine e assicurazioni. Le immagini dell'attività cerebrale dimostrarono che la comparsa del marchio più famoso generava un'intensa eccitazione delle aree del cervello deputate all'elaborazione delle emozioni positive, mentre il brand meno conosciuto attivava quelle zone della mente incaricate di gestire le suggestioni negative. In tutti i casi i ricercatori tedeschi riscontrarono una scarsa risposta della regione cerebrale deputata alla capacità decisionale.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il