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Tasi, Imu 2016 e Tari: calcolo prima casa, terreni, affitto, seconda casa. Simulazioni ed esempi chi paga ancora, come funziona

Niente più Imu e Tasi su prime case e pertinenze ma per la Tari non cambia nulla quest’anno: chi continua a pagare e come fare calcoli




I proprietari di prime case possono tirare un sospiro di sollievo: da quest’anno infatti non pagheranno non solo l’Imu ma nemmeno la Tasi, a patto che siano proprietari di altri immobili, mentre l’Imu è stata nuovamente abolito su tutti i terreni agricoli, indipendentemente dalla loro ubicazione in base alla classificazione Istat, e sugli imbullonati. Non pagano l’Imu nemmeno gli appartenenti alle forze dell’ordine che, pur possedendo un’abitazione, devono trasferirsi in un’altra città per motivi di lavoro; gli immobili invenduti, cioè quelli realizzati dalle imprese di costruzione ma non venduti, i rifugi alpini non custoditi e i bivacchi, che invece devono pagare però la Tasi; ma anche gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa e assegnati ai soci;e alloggi sociali.

Tornando alla Tasi, sar, come detto, anch’essa cancellata per le prime case e per gli inquilini, ma resterà, esattamente come l’Imu, su seconde case e pertinenze, prime case di lusso, castelli, palazzi, ville, e tutti gli altri immobili, terreni compresi per quanto riguarda la Tasi. Non pagano più Imu e Tasi le prime abitazioni, sempre se non sono di lusso sono, dei residenti all’estero, l’ex casa coniugale che il giudice ha assegnato in caso di separazione, immobili di anziani o disabili che fissano la residenza in istituti di ricovero o sanitari.

Per gli immobili che non rientrano nelle categorie di lusso (A1, A8 e A9) che vengono concessi in comodato d’uso gratuito ai parenti in linea retta entro il primo grado, è previsto, invece, uno sconto Imu e la Tasi del 50%, purchè l’immobile sia utilizzato come abitazione principale e che il contratto di comodato sia registrato; ed è previsto anche uno sconto sia di Imu che di Tasi al 75% per gli immobili concessi in locazione a canone concordato.

Per coloro che dovranno continuare a pagare Imu e Tasi non cambiano le regole di calcolo di entrambe le imposte rispetto a quanto previsto negli anni scorsi. Diversa, invece, la situazione per la Tari sui rifiuti che continuerà ad essere pagata da tutti: pagano, infatti, l’imposta sui rifiuti proprietari e inquilini di ogni tipo di immobile, mentre non paga la Tari il detentore per meno di 6 mesi nel corso dello stesso anno solare e il versamento spetterà in tal caso al possessore dell’immobile. Sono esenti anche le superfici che producono rifiuti speciali e le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali non detenute o occupate in via esclusiva; e sono previste esenzioni ulteriori che variano a comune a comune.

Per il calcolo della Tari, la base imponibili è la superficie calpestabile delle unità immobiliari iscritte nel catasto, ed è pari all’80% di quella catastale. Insieme alle dimensioni dell’immobile, nel calcolo deve essere considerato anche il numero di persone che risiedono nell’abitazione considerata.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il