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Coppie di fatto e Unioni Civili: voto ufficiale oggi 2 Febbraio. Misure,regole nel decreto legge Governo Renzi-Cirinnà da chiarire

Martedì 2 febbraio è in programma in Aula il primo voto sul testo delle Unioni Civili: cosa prevede il ddl Cirinnà e cosa resta ancora da chiarire




Martedì 2 febbraio è in programma in Aula il primo voto sul testo delle Unioni Civili del ddl Cirinnà che fissa le norme per la nascita ufficiale delle coppie di fatto, riconoscendo loro diritti e doveri come avviene con l’istituto del matrimonio, ma ben dividendo le due istituzioni. Il Pd si propone di chiudere la partita sulle Unioni Civili entro l’11 febbraio, con l’auspicio di chiuderla positivamente. L’approvazione del ddl Cirinnà rappresenterebbe per il nostro Paese un passo verso la modernizzazione della società, nonostante l’opposizione della Cei e dei conservatori. Ma l’Italia è uno dei pochi Paesi europei dove ancora non esiste la ‘legalizzazione’ delle coppie dello stesso sesso.

Diversi gli articoli in discussione per le Unioni Civili: si parte dall’articolo 1, che introduce nell’ordinamento italiano l’istituto dell’unione civile tra persone dello stesso sesso e stabilisce la netta separazione semantica tra ‘nuove unioni’ e matrimonio, secondo le richieste di diversi cattolici del Pd, cancellando così ogni riferimento e introducendo un nuovo istituto di diritto di famiglia; si passa,quindi, all’articolo 2, che prevede la costituzione dell’unione civile davanti all’ufficiale dello stato civile, la possibilità di scegliere un cognome comune e la possibilità di registrare l’unione stessa fra gli altri atti dello stato civile, senza la necessità di istituire un registro speciale.

Quindi si passa agli articoli 3 e 4 che estendono alle unioni civili i diritti e i doveri del matrimonio, a partire dai rapporti patrimoniali, e cioè dalla reversibilità delle pensioni, agli sgravi fiscali, ai permessi di lavoro per motivi di famiglia; per arrivare al controverso articolo 5 sulla stepchild adoption, che permette a uno dei membri di una coppia di essere riconosciuto come genitore del figlio, biologico o adottivo, del compagno, possibilità che il ddl Cirinnà sulle unioni civili estende anche alle coppie omosessuali.

Per le coppie dello stesso sesso unite civilmente non sarà possibile adottare bambini che non siano già figli dell’altro o altra componente della coppia. Questo è certamente il capitolo che sta facendo maggiormente discutere e su cui si attendono ancora chiarimenti da parte dell’esecutivo che per un risultato positivo del ddl, probabilmente, in materia dovrà mediare tra le diverse posizioni di appoggio e contrarietà alla norma, così come su utero in affitto e maternità surrogate.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il