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Pensioni ultime notizie Poletti novità quota 100, mini pensioni, assegno universale, revisione prestazioni assistenza

Tra previdenza e assistenza, la misura dell'introduzione della novità dell'assegno universale continua a essere dell'attenzione del dibattito sulle pensioni.




Alla ricerca di aggiustamenti a sistema del welfare italiano, compreso quello delle pensioni. Il lavoro da svolgere è evidentemente molto impegnativo considerando che alle naturali esigenze sociali si affiancano considerazioni di tipo economico. Proprio per questo motivo, le novità tardano ad arrivare: difficile cambiare un insieme di regole che, per quanto penalizzanti per lavoratori e futuri pensionati, assicurano ingenti risparmi per le casse dello Stato. Ma evidentemente gli spazi di manovra sono tanti, a iniziare dal tentativo di separare, una volta per tutte, la spesa per previdenza da quella per assistenza. A ogni modo, il primo passo compiuto dall'esecutivo in questo inizio anno è la previsione di misure per contrastare la povertà.

Sullo sfondo c'è sempre la possibile applicazione della misura dell'assegno universale come forma di sostegno al reddito dei più indigenti. La novità dell'ultim'ora è rappresentata dalle affermazioni del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali sul percepimento di 320 euro al mese per i più bisognosi. La povertà assoluta si ha quanto non ci si può permettere la spesa minima per uno standard di vita minimamente accettabile. In Italia i poveri assoluti sono oltre quattro milioni. Non tutti saranno coinvolti poiché saranno privilegiate le famiglie con minori a carico.

C'è da rilevare che Palazzo Chigi si era da tempo espresso sul tema con il ministro dell'Economia. Già lo scorso autunno aveva lanciato un appello a Bruxelles per finanziare la misura. Più di recente è stato il turno del presidente della Camera a dire sì e a invocare il sostengo dell'Europa. Il punto centrale è proprio quello della copertura economica di questo provvedimento. A ogni modo, l'Unione europea vede con favore questa misura, anche e soprattutto perché trova spazio in tutti i Paesi, tranne appunto l'Italia oltre che la Grecia.

Non solo, ma anche in Italia, il fronte dei favorevoli all'assegno universale è piuttosto lungo. Il più scettico, in realtà, è lo stesso premier, che non lo ritiene un provvedimento risolutivo ovvero in grado di generare crescita e sostenibilità sociale. C'è poi da considerare come esistano diverse formule di questa misura, da quella del presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale a quella del Movimento 5 Stelle, tra i primi e elaborare un disegno di legge. E il ministro del Lavoro? La sua posizione è piuttosto sfuggente: non l'hai mai completamento escluso ma non si è mai battuto per la sua introduzione nel sistema del welfare italiano.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il