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Pensioni ultime notizie quota 42 è il nuovo sistema sempre più sostenuto che affianca quota 100, mini pensioni

Nuovo piano di quota 42 insieme a quota 41, quota 100 e mini pensione: novità, cosa prevede e perché è al momento è il sistema più sostenuto




Mentre il dibattito previdenziale degli ultimi mesi è stato incentrato sui sistemi di uscita prima di quota 100 e mini pensione, le ultime notizie si concentrano invece su due nuovi obiettivi, considerati prioritari, vale a dire approvazione dell’assegno universale, il cui primo passo in tale direzione sembra rappresentato dal fondo povertà giunto in Consiglio dei Ministri, e piano di uscita con quota 41, sistema sostenuto da tutte le forze politiche e sociali che potrebbe permettere l’uscita per tutti con 41 anni di contributi senza alcun limite di età ma sempre a fronte di penalizzazioni.

L’ultima novità riguarda un ulteriore nuovo sistema che pare sia appoggiato da tanti e che andrebbe ad affiancarsi a quelli di quota 41, quota 100 e mini pensione. Stiamo parlando della quota 42. L’attuale legge pensioni punta a modificare, innalzandola, non solo l’età anagrafica di uscita dal lavoro ma anche quella contributiva, salita da 41 ani e 6 mesi per le donne e 42 anni e sei mesi per gli uomini, a 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, requisiti che dovrebbe arrivare, entro il 2035, a 45 anni. Una soglia decisamente elevata e ben distante da quei 40 anni che già pesano fin troppo.

E’ chiaro, dunque, come, soprattutto in riferimento a coloro che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi, è sempre più urgente lavorare per modificare tale requisito e piuttosto che prevedere una quota 41 con penalità, il presidente dell’Istituto di Previdenza ha proposto di congelare i requisiti a 43 anni per gli uomini e 42 anni per le donne, senza penalizzazioni, e sempre indipendentemente dall’età anagrafica, perché, come sostenuto da diverse forze sociali, è quasi impossibile che tutti possano andare in pensione alla stessa età, perché esistono lavori oggettivamente più pesanti che richiedono l’uscita prima, meccanismo che permetterebbe, al tempo stesso, il ricambio generazionale, con l’alternanza a lavoro tra lavoratori più anziani e lavoratori più giovani in cerca di un’occupazione.

Se la domanda che verrebbe spontanea è come mai questo nuovo piano di quota 42 sia il più sostenuto al momento, la risposta potrebbe essere piuttosto semplice: nonostante i due obiettivi primari siano l’approvazione dell’assegno universale e la quota 41, tutti accetterebbero la quota 42 perché a differenza di quota 41 non prevederebbe alcuna penalità o comunque si tratterebbe, se contemplate, di penalità minime.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il