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Partita Iva 2016 minimi, nuovo regime forfettaria, ordinaria: le numerose regole nuove del mese

Sono ancora tanti i bisogni di chiarimento sulle nuove partite Iva 2016, soprattutto per quelle a regime forfettario.




Sono tanti i chiarimenti di cui hanno bisogno le nuove partite Iva 2016, soprattutto quelle a regime forfettario. Quest'ultimo è infatti il solo regime agevolato sfruttabile non essendo più possibile aprire una partita Iva con il vantaggioso regime dei minimi. Tra le richieste più frequente si segnalano le richieste di come fare ad aprire una partita Iva 2016, rispetto alla quale occorre sempre rivolgersi all'Agenzia delle entrate, e di quale modello utilizzare per emettere fattura, rispetto a cui consigliamo di consultare il proprio commercialista.

L'applicazione del regime forfettario per il quale il reddito è tassato con un'imposta sostitutiva del 15% non è preclusa ai soggetti già in attività, ma bisogna stare attenti al vincolo di tre anno prima del passaggio al regime ordinario. Si resta comunque in attesa dei maggiori precisazioni, ma l'intenzione che sembra prevalere è di allargare la platea dei beneficiari del nuovo regime. La detenzione di redditi da partecipazione rende impossibile l'applicazione del regime di vantaggio. Nemmeno la cessione di quote eseguita entro il 2015 è stata utile per eliminare la causa di inapplicabilità.

I professionisti fino a tutto il 2014 che erano contribuenti minimi e che nel 2015 sono passati nel regime ordinario perché sono scaduti i cinque anni o perché non avevano i requisiti per applicare il nuovo regime forfettario, nel 2016, con l'ampliamento della fascia di reddito, possono rientrare nel nuovo regime forfettario. Di fatto, se la mancata applicazione del regime forfettario è una conseguenza dell'assenza di uno o più requisiti di accesso, nel periodo d'imposta in cui tali requisiti si presentano si avrà l'applicazione naturale e automatica del regime forfettario.

C'è poi il caso del professionista in regime forfettario che versa contributi alla Cassa di appartenenza per il riscatto volontario degli anni di praticantato e del servizio militare. Questi contributi, a differenza di quelli soggettivi obbligatori, non sono deducibili dal reddito determinato forfettariamente. Si ricorda che sono escluse dal regime forfettario le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell'Iva o di regimi forfettari di determinazione del reddito. In via generale, le persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni applicano il nuovo regime forfettario se, contemporaneamente, nell'anno precedente si verificano alcune condizioni, come il conseguimento di ricavi o di compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a determinati limiti, differenziati a seconda del proprio codice Ateco.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il