BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Partita Iva 2016: nuove regole per tutti e in aggiunta multe per POS obbligatorio bancomat, carte di credito

Si resta in attesa di conoscere le soglie delle commissioni da applicare ai pagamenti elettronici da parte delle partite Iva 2016.




Quali multe per le partite Iva 2016, i lavoratori autonomi e i professionisti che non si doteranno di un POS per ricevere pagamenti? Stando infatti alla manovra approvata sul finire dell'anno, entro il primo febbraio 2016 il Ministero dell'Economia e delle Finanze e quello dello Sviluppo Economico dovranno definire i tetti delle commissioni da applicare ai pagamenti elettronici. Secondo le nuove norme è possibile pagare tutte le spese con bancomat o carta di credito, anche per importi inferiori a 30 euro. Non sarà possibile rifiutarsi, a meno di impossibilità tecniche. In ogni caso, questo 2016 si caratterizza per l'assorbimento del vecchio regime dei minimi in quello forfettario mentre per le partite Iva a regime ordinario si prevede un miglioramento del livello delle tutele, anche in caso di malattia o di maternità.

Rispetto allo scorso anno, la principale modifica è l'innalzamento del limite dei ricavi e dei compensi che consentono l'accesso al regime. È previsto un aumento di 10.000 euro per tutte le attività, tranne per alcune categorie professionali, per le quali l'aumento sarà di 15.000 euro. Inoltre prevista la riduzione dell'aliquota dell'imposta sostitutiva, dal 15 al 5% per i primi cinque anni di attività.

Infine, ecco il ritorno, per artigiani e commercianti, dei contributi Inps minimi, ma, sul reddito forfettario determinato, la contribuzione dovuta ai fini previdenziali viene ridotta del 35%; l'estensione della possibilità di accesso al regime forfettario ai lavoratori dipendenti che hanno anche un'attività in proprio, se il loro reddito da lavoro dipendente o da pensione non supera i 30.000 euro.

Confermata l'impossibilità di accedere al regime forfettario per coloro nell'anno precedente hanno conseguito ricavi o hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a determinati limiti, differenziati a seconda del codice Ateco che contraddistingue 1 hanno sostenuto spese per un ammontare complessivamente non superiore a 5.000 euro lordi, per lavoro accessorio, dipendente e per collaboratori (comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati); il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell'esercizio non superava 20.000 euro; i redditi conseguiti nell'attività d'impresa, dell'arte o della professione erano prevalenti rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Tale requisito non era rilevante se il rapporto di lavoro era cessato.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il