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Canone Rai 2016: tutti i problemi irrisolti. Chi deve pagare prima casa, affitto, seconda casa, su cosa, arretrati e annullamento

Sono ancora tante le necessità di chiarimento sul canone Rai 2016 e non ci sono solo quelli legati al pagamento degli arretrati.




AGGIORNAMENTO: Stando alle ultime notizie, le principali preoccupazioni dei contribuenti, almeno di quelli inadempienti, sono ora legati al pagamento dei canoni non pagati in passato, rispetto ai quali circola la voce della possibile richiesta da parte dell'esecutivo. Resta comunque valida la regola che le somme vanno in prescrizioni solo a distanza di 10 anni.

La questione del canone Rai 2016 in bolletta è ancora aperta. Non è un caso la prima rata di 70 euro sarà pagata solo nel mese di luglio. L'esecutivo si sta prendendo tutto il tempo necessario per limitare errori e per dare una risposta definitiva ai tanti dubbi. Qualcosa è stato già spiegato con il comunicato che la Rai ha diffuso con l'Agenzia delle entrate. Ma si tratta solo dei principi generali, ora ribaditi anche con la trasmissione di spot televisivi: niente più bollettini postali, pagamento dovuto una sola volta, per ogni famiglia o per gruppo di persone residenti nella stessa casa, riduzione dell'importo a 100 euro all'anno, addebito nella bolletta della luce dell'abitazione di residenza a prescindere dalla persona a cui è intestata, attivazione di un numero verde.

Ma ci sono tanti casi particolari relativi al canone Rai 2016 nella bolletta elettrica che necessitano di chiarimenti. La maggior parte di questi vanno ricercate soprattutto sulle tante situazioni possibili relativi agli affitti. Come quello degli studenti fuori sede, rispetto al quale e in attesa di conferme dell'Agenzia delle entrate, a versare l'importo saranno chiamati i proprietari di casa se gli inquilini hanno mantenuto la residenza nelle famiglie di origine. Tuttavia, stando alle nuove normative, l'imposta è dovuta da chi abita stabilmente in una casa in cui è presente un televisore, indipendentemente dall'intestazione dell'abitazione. In ogni caso sarà decisiva la certosina attività dell'incrocio dei dati tra le società di energia e le agenzie territoriali.

Si attende anche il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, entro 45 giorni dalla pubblicazione della manovra e dunque entro metà febbraio, per chiarire tutti i dubbi. In ogni caso l'obbligo di passare alla casa deriva dalla detenzione di un televisore e non di PC, smartphone e tablet. Quel che è certo è che da quest'anno non è più possibile chiedere la disdetta legale dichiarando il suggellamento del proprio televisore inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno all'Agenzia delle entrate Direzione Provinciale I di Torino. Per non pagare il canone Rai 2016 occorre non possedere il televisore e dichiararlo alla stessa Agenzia delle entrate.

Le cronache di questi ultimi giorni sono però concentrate sul pagamento degli arretrati, vero e proprio spauracchio per i contribuenti italiani. Il punto di partenza è che queste nuove non comportano una sanatoria per gli importi non versati. Il secondo è che la prescrizione scatta solo a distanza di dieci anni. La terza è che l'esecutivo starebbe pensando di riscuotere le somme non percepite nell'ultimo decennio. Per dirla con le parole di Michele Anzaldi, membro della Vigilanza Rai, "sembra emergere ancora una volta l'unica filosofia che anima l'attività delle 300 persone che operano nella struttura Rai Canone: non quella di aiutare i cittadini ma tormentare e vessare i contribuenti, creando ansia spesso ingiustificata e arrivando, come sembra in questo caso, ai limiti della truffa".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il