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Pensioni novità nuovo cocente nulla di fatto dal Comitato Ristretto per le pensioni

Continuano ad essere negative le ultime notizie sulle pensioni derivanti dal Gruppo dedicato alle pensioni a Montecitorio: resoconto ultimo incontro




PENSIONI ULTIME NOTIZIE, ULTIMISSIME E NOVITA' PENSIONI (aggiornamento): Ennesimo nulla di fatto dal Comitato Ristretto per le pensioni che a Montecitorio si è creato ormai da alcuni mesi per cercare di rilanciare novità per le pensioni. E come al solito le ultime notizie e ultimissime risultano essere negative. Si parte come ad ogni appuntamento pieni di speranza e poi la conclusione lascia attoniti.

Continuano ad essere negative le ultime notizie sulle pensioni derivanti dal Gruppo dedicato alle pensioni a Montecitorio: nell’incontro fissato ieri 2 febbraio si sarebbe dovuto parlare di assegno universale ma nulla è stato fatto in merito, esattamente come nulla è stato risolto nel precedente incontro in cui avrebbe dovuto esserci una particolare sezione dedicata ad una serie di domande con risposte da parte di un rappresentante del Dicastero del Lavoro.

Ma le novità chiaramente non riportano nulla di buono né in tal senso né per quanto riguarda quell’assegno universale che sembra sempre in procinto di essere approvato, considerando che si tratta dell’unica misura di cambiamento sulle pensioni capace di mettere tutti d’accordo, Europa compresa, e con forza rilanciato anche dal ministro dell’Economia italiano e dalla presidente stessa della Camera.

Questi ultimi due incontri conclusisi con un nulla di fatto rappresentano solo l’ennesima delusione per tutti coloro che si aspettavano novità concrete da questo Gruppo di lavoro, considerando che prima dell’approvazione della nuova Manovra aveva proposto diverse modifiche, avanzato diverse interrogazioni e tornando ripetutamente a ribadire la necessità di attuare cambiamenti alla legge pensioni attuale. Se però gli incontri precedenti si sono conclusi con un nulla di fatto pur parlando di pensioni, nell’ultimo incontro deludente di ieri è stato proprio modificato il programma di lavoro.

Si è, infatti, parlato di enti previdenziali privatizzati e loro norme, pensioni di reversibilità, iniziative in materia di occupazione in relazione agli sviluppi dell’innovazione tecnologica, cui hanno preso parte una professoressa associata di diritto del lavoro e di diritto del lavoro dell’Unione europea presso l'Università di Verona e rappresentanti del Cepa. All’ordine del giorno anche i risultati di un’indagine conoscitiva sul divario di genere della normativa previdenziale e sulle disparità di trattamenti pensionistici tra uomini e donne.

Ne è emerso che queste ultime sono decisamente penalizzate tanto i termini di retribuzione che di contratti, in molti casi atipici e di part time per far conciliare loro lavoro e attività di cura della famiglia, situazione che dovrebbe essere modificata, per permettere alle donne di usufruire in maniera adeguata di trattamenti previdenziali piuttosto che di quei trattamenti assistenziali e di reversibilità di cui godono particolarmente, segno dell’inferiore inserimento nel mercato del lavoro delle donne stesse. Bisognerebbe, dunque, mettere a punto soluzioni che permettano alle donne lavoratrici di creare carriere continue e importanti tali da garantire loro pensioni adeguate. Ma a parte questo tema pensionistico, nulla è stato detto su quelle possibilità di uscite prima su cui invece si dovrebbe spingere ormai l’acceleratore.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il