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Pensioni ultime notizie rimpasto e nuova maggioranza per sostenere il piano quota 100, mini pensioni

Cosa potrebbe cambiare per le pensioni ed eventuali novità prossime con nuove nomine rimpasto dell’esecutivo




Approvazione del Fondo Povertà, via libera al ddl sul lavoro autonomo, per aumentare le tutele per i giovani a partita Iva e per tutti gli autonomi e rimpasto dell’esecutivo: sono queste le novità della settimana alcune delle quali potrebbero preludere ad una nuova apertura del dibattito pensionistico verso approvazione concreta di misure come l’assegno universale prima e sistemi di uscita prima, come quota 100, mini pensioni, quota 41, dopo. Il premier ha definitivamente chiuso la partita della squadra dell’esecutivo, che passa da 56 a 64 membri, grazie alla nomina di sette nuovi sottosegretari e di Enrico Costa di Area Popolare come neo ministro degli Affari regionali, con delega alla famiglia.

Tra gli altri nomi per il rimpasto, Tommaso Nannicini come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, superando Taddei; la promozione dei Enrico Zanetti che da sottosegretario all'Economia è diventato viceministro dell’Economia. Ma non solo: sicuramente la nuova maggioranza proveniente dal centro destra, con l’ingresso di Verdini e la sua squadra, sosterrà anche il bonus fiscale, tra i cambiamenti più importanti che potrebbero portare alla vittoria delle elezioni.

Tornando a Zanetti e Nannicini, potrebbero rivelarsi nomi importanti per l’introduzione di novità pensioni, Il primo è sempre stato dalla parte dei cambiamenti dell’attuale legge pensioni, d’accordo sul ricalcolo per le pensioni più alte, in modo da garantire una maggiore equità, e su piani come quota 100, mini pensioni o quota 41, sempre però accompagnati da penalizzazioni, ed è il primo ad aver fatto capire di essere favorevole alle misure pensioni contenute del progetto dell'Istituto di Previdenza indicando, senza considerare il suo progetto di voler semplificare il cumulo e rendere gratuite le ricongiunzioni, cambiamento considerato minimo rispetto ai piani di uscita prima, ma importantissimo.

Nannicini, invece, rappresenta una personalità di spicco nel mondo delle pensioni, particolarmente vicino al presidente dell’Istituto di Previdenza tanto da sostenere in pieno ogni cambiamento da lui proposto e, quindi, pronto a rilanciarvi fino ad una loro concreta approvazione. Accanto a questi due nomi figura anche quello  dell’attuale presidente della Commissione Lavoro, che sarebbe cruciale per rinsaldare la posizione della minoranza Pd  e che, dopo essere stato il fautore di proposte di cambiamento come piano di quota 100 o uscita prima a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino ad un massimo dell’8%, ha dimostrato di avere le stesse idee del presidente dell’Istituto di Previdenza, che sarebbero le stesse sostenute dall’esecutivo. Queste nuove nomine potrebbero essere i primi tasselli del mosaico per cambiamenti strutturali e sistematici per le pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il