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Primarie Pd Milano elezioni da domani sabato dove di vota, quando e come votare. Dove trovare seggi, orari. Programmi candidati

Mancano solo pochi giorni alle voto delle primarie del Pd per l'elezione del candidato sindaco di Milano, in programma sabato 6 e domenica 7 febbraio: candidati e programmi




Mancano solo pochi giorni alle voto delle primarie del Pd per l'elezione del candidato sindaco di Milano, in programma sabato 6 e domenica 7 febbraio. Sabato si vota dalle 8 alle 18 mentre domenica dalle 8 alle 20.  Possono votare tutti i residenti a Milano con diritto di voto, i cittadini stranieri regolarmente residenti e i ragazzi che avranno compiuto 16 anni e per esprimere il proprio voto gli elettori devono essersi iscritti in un apposito Albo delle elettrici e degli elettori del centrosinistra milanese.

Per votare, ogni elettore deve obbligatoriamente esibire al seggio un documento di identità valido, munito di fotografia, che ne indichi chiaramente l’indirizzo di residenza e/o il certificato elettorale; devono rilasciare il consenso all’inserimento del proprio nominativo nell’Albo e alla consultazione del medesimo da parte di componenti del Comitato Promotore o loro delegati, nei rispetto delle norme sulla protezione dei dati personali; e sottoscrivere le Linee guida del centrosinistra per Milano, accompagnate da un versamento di un contributo di almeno 2 euro per partecipare alle spese organizzative delle Primarie 2016.

Per quanto riguarda il seggio dove votare, ogni elettore dovrà controllare, in base alla propria zona di residenza, qual è la sezione del Pd, o altri luoghi, a essa collegata, dov’è stato istituito il seggio elettorale. Sottolineiamo che i seggi cambiano a seconda che si vada a votare sabato 6 (in cui sarà disponibile un solo seggio per zona) o domenica 7, in cui invece dovrebbero esserci più luoghi per il voto, per cui il consiglio è quello di informasi in maniera precisa e puntuale sull’ubicazione dei seggi. Sarà candidato alle elezioni amministrative il candidato che riceverà la maggioranza dei voti.

I candidati sono Francesca Balzani, Gisueppe Sala, Pierfrancesco Majorino e Antonio Iannetta, ma la corsa alla poltrona di sindaco di Milano sembra essere sostanzialmente tra i primi tre con un netto stacco dell’ex ad di Expo Sala rispetto ai rivali Balzani, attuale vice di Pisapia, e Majorino. Ricca la ricetta di Sala per una ‘Milano migliore’: dall’innovazione tecnologica, rappresentata dalle start up e dalle grandi multinazionali del ICT, a quella dei servizi, a quella applicata all’intera filiera agroalimentare.

Per Sala, la Milano dei prossimi anni deve favorire l’innovazione a tutti i livelli, compresa quella della pubblica amministrazione: motivo per il quale ha messo a punto il ‘dipartimento innovazione’, a supporto del gabinetto del sindaco e della Giunta, e un programma di ‘innovation fellowship’, basato sulle  collaborazioni di massimo un anno per giovani ricercatori, dirigenti d’azienda, startupper ed innovatori per trasferire al Comune di Milano parte della conoscenza accumulata in altri contesti per la definizione di soluzioni nuove.

Sala punta poi ad una politica comunale che sostenga impresa e gli investimenti dall’estero, al rafforzamento dei fondi di Venture Capital; all’abbattimento dei tributi locali per cinque anni alle imprese neocostituite, a servizi specifici e nuove forme di tutela per freelance e delle partite Iva fino a un programma pluriennale di attrazione di start-up innovative. E sul problema inquinamento, sempre attuale nel capoluogo lombardo, punta sulla riconversione delle caldaie per abbattere le emissione inquinamenti nell'aria, attraverso un sistema di incentivi comunali.

Otto, invece, i punti del programma di Francesca Balzani per rendere Milano più 'bella e orgogliosa': si parte dallo sviluppo di una città policentrica, con investimenti per il recupero degli edifici e dei servizi al cittadini; per arrivare a sviluppo dell'innovazione; valorizzazione delle imprese culturali determinanti del prodotto interno; ad una mobilità condivisa.

E ancora: in tema di sicurezza propone di sperimentare la ‘sicurezza di vicinato, attraverso la prevenzione della criminalità e la collaborazione continua fra le realtà dei quartieri e le forze che operano per la sicurezza’; quindi puta a valorizzare il terzo settore; tutelare il patrimonio della biodiversità attraverso un modello di sviluppo centrato sulla ricostruzione e non sul consumo dell'ambiente, con la rivalutazione delle aree dismesse per avere più verde piuttosto che più costruzioni. Ultimo punto del piano della Balzani prevede un programma di integrazione per valorizzare le diverse culture della città ed evitare che si creino ghetti.

Il programma elettorale di Majorino, invece, parte dalla proposta di vendita dello stadio di San Siro (da cui si ricaverebbero tra i 60 e gli 80 milioni di euro, al Milan o all'Inter, per finanziare progetti di riqualificazione delle periferie e delle zone più difficili della città; per arrivare al riuso delle caserme vuote per la realizzazione di alloggi per gli studenti, cosiderando la dimensione di città uiversitaria che Milano vanta; all'investimento di 30milioni di euro, destinati alla Galleria vittorio Emanuele, per la rivalutazione dei quartieri popolari.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il