BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni novità prima di quota 100, mini pensioni, quota 41 ultime notizie indicano ulteriori obiettivi prioritari

Assegno universale e piano di quota 41 al momento prioritari tra le novità pensioni in ballo: per chi varrebbero e come funzionerebbero




Il sistema più sostenuto con cui si ha intenzione di iniziare a lavorare concretamente sulle pensioni è la novità dell’assegno universale, tanto in chiave italiana, come cioè proposto dall’Istituto di Previdenza e sostenuto da forze politiche e sociali, quanto in chiave europea, come confermano le ultime notizie su un modello comunitario di assegno universale come prestazione sociale per i meno abbienti i cui fondi dovrebbero derivare da un fondo comune creato dagli Stati membri. Mentre infatti in Italia l’istituzione del nuovo fondo povertà di cui si è discusso in Consiglio dei Ministri, che potrà contare su risorse per 600 milioni di euro quest’anno, che dovrebbero salire a un miliardo nel 2017, potrebbe rappresentare il primo passo verso la concreta approvazione dell’assegno universale per gli over 55, il ministro dell’Economia a Bruxelles ha parlato di un assegno comunitario.
 
Si tratterebbe di una misura finanziata da fondi comunitari, condivisi da tutti gli Stati membri, pensata per tutti coloro che si ritrovano senza lavoro ma che dimostrano di essere alla concreta ricerca di una nuova occupazione. La cifra potrebbe essere di 700-800 euro che potrebbero arrivare a 1200-1500 euro nei casi, per esempio, di 2 o più figli ed entrambe i genitori che non lavorano. Accanto all’assegno universale, prioritaria rispetto a quota 100 o mini pensione, sta sempre più crescendo anche l'urgenza di quota 41, sistema che permetterebbe a tutti di andare in pensione con 41 anni di contributi e indipendentemente dall’età anagrafica.

Anche nel gruppo delle pensioni a Montecitorio si stanno occupando del meccanismo di quota 41 che sembra essere diventato il nuovo obiettivo. Negli ultimi giorni ha dato il suo sostegno a questa novità Titti Di Salvo, componente della Commissione Lavoro, sottolineando di essere favorevole alla quota 41, senza penalizzazioni legate all'età, perché sosterrebbe coloro che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi ma anche il tanto atteso turnover generazionale senza pesare sui conti pubblici. Il piano di quota 41 è tra le priorità anche della Gnecchi ma non solo, considerando che tutte le forze politiche, dalla Lega, alla minoranza Pd ad altri partiti sono d’accordo con la possibilità di uscita con 40 anni di contributi.

Il problema che resterebbe da affrontare è quello di capire se poter uscire con o senza penalità. Anche il presidente dell’Istituto di Previdenza si dice favorevole al piano di quota 41 o simili. E’ stato ipotizzato, infatti, il sistema di uscita anche con 42 anni di contributi per le donne e 43 anni per gli uomini, senza adeguarsi agli scatti previsti dall’attuale legge che dovrebbero fare arrivare i contributi necessari per la pensione a 45 anni entro il 2035. Nonostante questa proposta di congelamento del requisito contributivo, le forze sociali continuano a rilanciare sulla quota 41.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il