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Novità pensioni requisiti pensioni anticipate, riforma partita iva, Contanti, riforma Imu Tasi: novità sabato oggi

Attenzione al requisito della prosecuzione dell'attività per chi decide di aprire una partita Iva con il regime forfettario nuovo




Tra le novità pensioni di cui tenere conto in base alle ultime notizie di oggi sabato 6 febbraio 2016 ci sono quelle relative ai nuovi requisiti per chi sceglie la strada del pensionamento anticipato.

Pensioni. Il punto di partenza per capire cosa vuol dire pensione anticipata è rappresentato dai requisiti standard richiesti ai lavoratori per accedere al trattamento previdenziale. Per questi 12 mesi occorrono 66 anni e 7 mesi ovvero 65 anni e 7 mesi pe rle donne dipendenti e 66 anni e 1 mesi per le autonome. Modificati i criteri dell'età contributiva che sono adesso di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Rispetto a questa piattaforma di base ci sono numerose deroghe. La pensione di vecchiaia per gli invalidi non inferiore all'80% si raggiune a 60 anni e 7 mesi per gli uomini e a 55 anni e 7 mesi per le donne. Per i non vedenti, l'assegno previdenziale scatta a 55 anni e 7 mesi per gli uomini e a 50 anni e 7 mesi per le donne.

E ancora: 65 anni per i dirigenti medici e del ruolo sanitario, responsabili di struttura complessa; 70 anni per magistrati e professori universitari di prima fascia; 65 anni per ricercatori universitari e professori associati; quota 97,6 con almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi per chi svolge attività prevalentemente usuranti ovvero un'attività faticosa, pesante e notturna per almeno 78 giorni; quota 99,6 con almeno 63 anni e 7 mesi e 35 anni di contributi per il notturni tra 64 e 71 giorni. Per i salvaguardati, poi, la nuova quota da raggiungere come somma di età anagrafica e anni di contribuzione è 97,6 rispetto all'attuale 97,3.

Partita Iva. Nel caso di scelta della partita Iva occorre tenere conto del requisito della prosecuzione dell'attività. Chi, ad esempio, nel corso del 2014 ha aperto la partiva Iva e ha scelto il regime dei minimi e nel 2015 ha deciso di passare al regime forfettario non può fruire della riduzione a un terzo dell'imposta sostitutiva del 15% per i primi tre anni. Poiché si tratta della prosecuzione dell'attività svolta in precedenza, la nuova manovra vieta espressamente questo scenario.

Contanti. L'innalzamento della soglia a 3.000 euro per pagare in contanti è scattato questo mese. Rispetto alle norme in vigore lo scorso anno, il limite è di fatto triplicato. Tuttavia il tetto di 1.000 euro sarà ancora in vigore per tre circostanze: il cosiddetto money transfer ovvero i servizi di rimessa di denaro con l'estero; i pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, comprese le pensioni; gli assegni bancari e postali emessi senza clausola di non trasferibilità.

Tasi, Imu. Non cambiano le modalità di pagamento per chi, sulle seconde case, sarà costretto a pagare Tasi e Imu. La soluzione più comune è quella del modello F24 da presentare a uno sportello bancario o postale. I codici tributo per il pagamento della Tasi sono 3958 su abitazione principale e pertinenze, 3959 su fabbricati rurali strumentali, 3960 su aree fabbricabili, 3961 su altri fabbricati. Quelli per il versamento dell'Imu sono 3912 per abitazione principale e pertinenze, 3914 per terreni, 3916 per aree fabbricabili, 3918 per altri fabbricati, 3925 per immobili a uso produttivo, gruppo catastale D, allo Stato, 3930 per immobili a uso produttivo, gruppo catastale D, al Comune.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il