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Pensioni novità discordanti riforma pensioni anticipate, vitalizi, ricongiunzioni oggi domenica 7 Febbraio

Quello delle novità pensioni in Italia continua a essere un rebus non facilmente risolvibili per assenza di volontà politica e di coperture economiche.




PENSIONI ULTIME NOTIZIE, ULTIMISSIME E NOVITA' PENSIONI (aggiornamento): Tanti, dunque, sono i temi per le novità per le pensioni e quello che appare chiaro tra tante ultime notizie e ultimissime contrapposte è che al momento una riforma pensioni strutturale appare non realizzabile, mentre singoli cambiamenti potrebbero avvenire tra cui le ricongiunzioni e i vitalizi che inizierebbero ad aprire nuovi scenari. Per le pensioni anticipate la speranza è la creazione di nuovi metodi sia  livello nazionale (almeno di prova) che regionali e locali.

PENSIONI ULTIME NOTIZIE, ULTIMISSIME E NOVITA' PENSIONI (aggiornamento): Per quanto riguarda l'unione tra contributi derivati da diverse gestioni è stato ricosciuto anche in settimana come un errore fatto in precedenza e che le novità per le pensioni in programma devono risolvere. Tra l'altro anche nel Dicastero dell'Occupazione sembra che ce ne si stia occupando con un progetto ad hoc.

PENSIONI ULTIME NOTIZIE, ULTIMISSIME E NOVITA' PENSIONI (aggiornamento): I vitalizi sono un tema caldo per le novità per le pensioni e sono ribaltati alle cronache delle ultime notizie e ultimissime ancora una volta dopo che il responsabile del Gruppo Costituzionale Montecitorio ha indicato che una precisa a norme a breve sarà presentata in maniera ufficiale. Sarebbe una decisione simbolica a livello, ad esempio di risorse, ma nello stesso tempo molto importante e che, comunque, potrebbe aprire scenari anche su altri fronti

PENSIONI ULTIME NOTIZIE, ULTIMISSIME E NOVITA' PENSIONI (aggiornamento): Tanti sono i temi caldi sulle novità per le pensioni con un continuo saliscendi di ultime notizie che continua anche oggi venerdì 5 Febbraio

Il percorso che porta a cambiare le pensioni in Italia è in vero e proprio saliscendi. Sono le ultime notizie aggiornate a oggi venerdì 5 febbraio 2016 a dimostrare come le novità sulla pensioni rappresentano un miraggio ora più vicino e ora più lontano. L'obiettivo a lungo termine è quello di togliere rigidità alle regole attuali che impediscono ai lavoratori di uscire un po' prima e senza eccessive penalizzazioni e ai giovani di introdursi nel mercato del lavoro, abbattendo così il tasso di disoccupazione. Nel breve periodo, invece, sono a portata di mano modifiche sulla riscossione dei vitalizi, su cui si registra però la resistenza della politica, e correzioni di portata minori sulle norme relative a ricongiunzioni, riscatto della laurea ai fini contributivi, cumulo degli assegni pensionistici.

Ci sono poi due aspetti, uno relativo alla politica interna e uno alla politica estera da tenere in considerazione nel dibattito intorno alle pensioni. Sotto il primo punto di vista occorre seguire con attenzione il confronto sulle unioni civili. Al di là del nucleo del ben noto disegno di legge che sta dividendo maggioranze e opposizioni, occorre tenere bene presente le conseguenze sui conti previdenziali per via dell'estensione del diritto all'assegno di reversibilità anche al partner della coppia di fatto. Qualcuno ha provato a fare i conti rivelando che l'impatto per le casse dello Stato potrebbe costringere l'esecutivo a stringere ulteriormente i cordoni della borsa.

Poi occorre capire se Roma riuscirà a strappare a Bruxelles maggiori margini di manovra in termini di stabilità. Allo stato ammonta a 1,5 miliardi di euro il deficit in più che il governo italiano punta ad avere nel bilancio del 2016 per finanziare nuove riforme. Tra queste, anche se non espressamente annunciate, c'è quella delle pensioni. D'altronde, lo stesso ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha sempre ribadito che i cambiamenti alle pensioni sono bloccati per l'assenza di coperture economiche. Il criterio più importanti intorno al quale ruotano le regole comunitarie è quello del 3% del deficit su base annua e il 60% nel rapporto tra debito e Pil.

Un precedente positivo c'è ed è la modifica del patto di stabilità per fare fronte alla crisi economica nel 2011. Nel 2013 è stato aggiunto il Fiscal Compact, ma proprio l'attuale presidente della commissione europea ha voluto dei parametri di flessibilità rispetto agli obiettivi di medio periodo purché ci siano delle riforme in corso. Il problema è che proprio in riferimento alle pensioni in Italia, Bruxelles si è sempre mostrata piuttosto rigida nel prevedere cambiamenti. Le sole concrete aperture sono state manifestate intorno alla possibilità di introdurre l'assegno universale, rispetto a cui, tuttavia, Roma chiede che a finanziarlo sia l'Europa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il