Gran Bretagna e guerra in Iraq: il nuovo premier Brown deciderà con il Parlamento e non da solo

Il neopremier rinuncia alla prerogativa di dichiarare guerra senza consultare il Parlamento: un segnale di rottura col passato e con Blair



Non poteva esserci inizio peggiore per Gordon Brown. Due giorni dopo la nomina a capo del governo, il nuovo premier britannico si è subito trovato a fare i conti con l'emergenza terrorismo, la più alta e pericolosa da due anni a questa parte. Londra e Glasgow sono state l'obiettivo dei terroristi nello scorso weekend, per fortuna con danni limitatissimi. A Piccadilly il congegno esplosivo piazzato in un'auto in una zona piena di locali notturni si è inceppato, a Glasgow l'azione kamikaze dei terroristi che si sono lanciati con un'auto verso il terminal dell'aeroporto, ha provocato solo qualche ferito, lasciando però una striscia di pesante inquietudine tra gli scozzesi e una serie di dubbi agli inquirenti.

Oggi Scotland Yard ha arrestato altri due sospetti per l'attentato di sabato, facendo salire a sette i terroristi finiti in manette per entrambe le azioni criminali. Gli ultimi sono due uomini di 25 e 28 anni, non di origine scozzese, probabilmente mediorientali, un iraniano, un iracheno e un libanese come rivelano il Sun e il Daily Mail, benché la polizia non abbia specificato. Secondo fonti giordane tra gli arrestati dei giorni scorsi c'è un neurologo palestinese con passaporto giordano, Mohammed Jamil Abdelkader Asha, laureato ad Amman e dipendente presso un ospedale di Glasgow. Sarebbe lui, medico come il secondo attentatore del fallito atto terroristico all'aeroporto, la mente delle azioni terroristiche dei giorni scorsi. Quel che stupisce, dicono gli investigatori, non è soltanto l'approssimazione degli attentati, fatti secondo alcuni esperti da cellule indipendenti, anche per compiacere i capi del gruppo arabo, ma anche il fatto che si tratterebbe per la prima volta di terroristi "colti", istruiti, intelligenti, ancor più insospettabili perché ben integrati e con posizioni culturali ed economiche di primo piano

 Le ricerche si stanno intensificando soprattutto per giungere ai tre affiliati del gruppo estremistico che sembrano mancare all'appello, e tra i quali ci sarebbe il leader della cellula legata ad Al Qaeda, che ha ideato gli attacchi, non si sa quanto in accordo col vertice del gruppo terrorista. Fino a quando i sospetti non saranno presi il livello di allerta sarà altissimo, "critical", come ha spiegato Brown. Non a caso da oggi auto e taxi non potranno più sostare di fronte all'entrata degli aeroporti britannici e le autorità consigliano ai passeggeri di recarsi in aeroporto almeno tre ore prima della partenza. Secondo quanto ha fatto sapere il capo della polizia di Londra, in base alla legge sul terrorismo le forze dell'ordine continueranno a perquisire le automobili considerate sospette. Brown ha però esortato ieri la popolazione a continuare con la vita di sempre, mentre il vice-capo della polizia di Londra, Tarique Ghaffur, ha pregato i cittadini a "reagire in questo momento difficile per la città". Ha detto la sua anche Tony Blair, intervistato da Channel Four, convinto che "il terrorismo internazionale resterà per molti anni una minaccia alla sicurezza britannica".

Il premier avrebbe dovuto intervenire oggi di fronte alla Camera dei Comuni, alla vigilia di una serie di riforme importanti della costituzione, a partire dalla cancellazione di diverse prerogative esercitate dal capo del governo su delega della Regina. Brown ha annunciato che non intenderà usufruire del potere di dichiarare guerra senza il placet del Parlamento. Una scelta importantissima, in chiara discontinuità con il suo predecessore Blair, che tra l'altro il premier ha già annunciato alla Regina nel colloquio di insediamento. Alla Camera dei Comuni, il nuovo inquilino di Downing Street attribuirà anche nuovi poteri come quelli di convocare il Parlamento in caso di emergenze nazionali, di confermare le nomine alle alte cariche pubbliche (come negli Usa) e di ratificare i trattati internazionali. E sembra che col tempo Brown vorrà redarre un "British Bill of Rights" in cui vengano messe nero su bianco le libertà civili attualmente contenute nello Human Right Act e nella Convenzione europea dei diritti umani "per dare un senso più compiuto al significato di cittadino britannico".

Il Telegraph anticipa anche che il primo ministro intende trovare un sistema alternativo al cosiddetto "first-past-the-post", l'uninominale secco, per le elezioni a Westminster. Tutte misure volta a ripristinare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, una delle priorità del suo manifesto politico, con le quali si è presentato nei giorni scorsi, ed anche per recuperare credito con l'opinione pubblica, ancora scottata dalla guerra in Iraq, contro il volere popolare. Dai primi indizi, Brown sembra volersi distaccare dalla politica militarista di Blair.

Anche la nomina di alcuni nuovi ministri, apertamente critici nei confronti dell'amministrazione Bush (il capo del Foreign Office, David Milbrand su tutti, laddove avrà un incarico anche Lord Malloch-Brown, ex vice segretario generale dell'Onu, da sempre contro l'unilateralismo angloamericano), è sembrata il segno di una maggiore attenzione alla diplomazia, se non al pacifismo, che non a caso, ha provocato la diffidenza del governo Usa, benché il premier abbia ribadito l'importanza dei rapporti tra Londra e Washington. La Casa Bianca, sottolinea il Times, avrà probabilmente storto il naso anche per la nomina di John Denham (Ministro dell'Innovazione), dimessosi dal governo Blair per il conflitto in Iraq, e Harriet Harman, neo numero due del Labour che ha suggerito che il partito si scusi per aver appoggiato l'invasione.

Il vento di cambiamento portato da Brown sembra piacere anche alla stampa, concorde nella necessità di scongiurare l'ipotesi di una legislazione antiterrorismo precipitosa e ossessiva: legiferare a caldo è "il peggiore dei momenti possibili" scrive nel suo editoriale il quotidiano di destra Daily Telegraph, a cui fa eco il Daily Mail, altro quotidiano di destra, desideroso che "questa volta non ci sia spazio per la demagogia politica, né promesse di nuove misure dure". Stessa linea editoriale a sinistra, con l'Indipendent che scrive che "è vitale che il primo ministro non si precipiti su delle nuove leggi repressive e che i nostri dirigenti politici facciano una pausa di riflessione''. Infine il Times (centro destra) invita i musulmani moderati a mostrare la loro totale disapprovazione verso gli attacchi di Londra e Glasgow. Alcuni capi musulmani hanno già offerto la propria collaborazione al premier Brown.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il