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Ue-Italia, passi avanti ma posizioni restano distanti

Sebbene qualche passo in avanti sia stato fatto nella trattativa con la presidenza dell'Ue sul bilancio europeo, le posizioni 'restano distanti'



Sebbene qualche passo in avanti sia stato fatto nella trattativa con la presidenza dell'Ue sul bilancio europeo, le posizioni "restano distanti".

E' quanto ha detto stasera il ministro degli Esteri Gianfranco Fini, giunto in Lussemburgo dove ha incontrato il presidente di turno lussemburghese Jean-Claude Juncker, in compagnia del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del ministro dell'Economia Domenico Siniscalco.

"La trattativa con Juncker ha fatto segnare qualche passo avanti, questo è un fatto positivo nel senso che la presidenza lussemburghese ha compreso le buone ragioni dell'Italia che sono delle ragioni oggettive, perché non si può pensare che un paese come il nostro, che ha ancora delle regioni che sono meno sviluppate di altre, subisca tagli ai fondi di coesione, così com'era stato ipotizzato", ha detto Fini.

"C'è ancora molto lavoro, non abbiamo chiuso alcun accordo questa sera perché le posizioni restano distanti, ma onestà vuole che io sottolinei che la presidenza lussemburghese ha capito le nostre ragioni, e quindi la buona volontà c'è e quindi qualche passo avanti".

In una lettera inviata alla Commissione europea a Bruxelles, Berlusconi ha ribadito le obiezioni italiane al bilancio comunitario, ritenendo peraltro insufficienti i fondi di coesione previsti per l'Italia.

Fini ha ribadito nei giorni scorsi che l'Italia è pronta a porre il veto alla proposta di bilancio comunitario avanzata dalla presidenza lussemburghese.

Sul tavolo del confronto, anche se Fini stasera non vi ha fatto riferimento, anche i conti italiani, dopo che la Commissione Ue ha avviato la procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia.

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