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Pensioni novità quota 100, quota 41, mini pensioni da nuove affermazioni Boeri, Renzi, Parente, Mazziotti, Brambilla

Anche la settimana appena conclusasi è stata ricca di novità pensioni: le ultime affermazioni di autorevoli esponenti dell’esecutivo




AGGIORNAMENTO: Sono numerose le novità per le pensioni, sempre comunque in un alto e basso di conferme e smentite che arrivano dalle ultime notizie e ultimissime riguardanti le affermazioni di politici, economisti e diverse autorità. Abbiamo visto quelle più importanti in questo articolo.

Anche la settimana appena conclusasi è stata ricca di novità pensioni, quanto meno in termini teorici: sono state infatti diverse le autorevoli personalità politiche che si sono espresse su possibili modifiche da apportare alle pensioni. Tra le ultime notizie, quelle che si riferiscono al presidente della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio Mazziotti che ha presentato una nuova proposta di legge per tagliare i cosiddetti vitalizi d’oro dei politici. Secondo il presidente della commissione Affari costituzionali a Montecitorio, il Parlamento avrebbe il potere di legiferare su vitalizi e pensioni di parlamentari e consiglieri definendo cambiamenti sostanziali a patto che siano ragionevoli e proporzionali.

Tagliare i vitalizi dei politici significherebbe mantenere risorse economiche che potrebbero essere impiegate per ulteriori provvedimenti pensionistici, positivi, e per tutti come piani di quota 100, mini pensione, o anche quota 41, nonostante la prevedibile opposizione degli ex parlamentari stessi. Modifiche necessarie all’attuale legge pensioni anche per il capogruppo del Pd nella Commissione Lavoro di
Palazzo Madama Parente, secondo cui la necessità di cambiamenti pensionistici si è resa necessaria anche alla luce dell’andamento dell’occupazione attuale, che non può certamente essere rilanciata se non attraverso interventi pensionistici di revisione dei requisiti di uscita dal lavoro.

Avere, infatti, alzato la soglia di uscita dal lavoro per tutti non ha certamente giovato alle nuove assunzioni, motivo per il quale è sempre più urgente intervenire sulle pensioni attuali, al fine di rilanciare competitività e produttività in vista di un rilancio dell’economia in generale. Ciò che serve sarebbe, dunque, un sistema di turn over e ricambio generazionale con incentivi e sgravi fiscali per quelle aziende che volessero introdurre tali meccanismi. Le proposte sono di: part time per coloro cui mancano tre anni dal raggiungimento della pensione finale; o di uscita prima a fronte di penalizzazioni sull’assegno finale.

Dal canto suo, invece, la presidente della Camera si dice pronta a lanciare, la prossima settimana, una consultazione pubblica per invitare i cittadini ad esprimersi su quanto fatto dall’Europa e sulle prospettive future, nonché su temi previdenziali. E si tratta di una iniziativa nata dopo aver rilanciato solo qualche settimana fa la necessità di introduzione dell’assegno universale, a livello comunitario, esattamente come anche sostenuto dal ministro dell’Economia italiano Padoan.

Sempre in questi giorni, Alberto Brambilla è tornato a rilanciare sul piano di uscita con quota 100. Brambilla ritiene che non è possibile cancellare del tutto l'attuale legge pensioni, ma è possibile ammorbidire i requisiti oggi imposti, con la proposta della quota 100 che, a fronte di penalizzazioni, non dovrebbe pesare sui conti pubblici ma che lascerebbe, allo stesso tempo, al lavoratore la possibilità di decidere effettivamente quando andare in pensione, se a 60 di età e 40 di contributi, a 59 anni di età e 41 di contributi, a 58 anni e 41 di contributi e così via, purchè la sua uscita derivi dal raggiungimento di quota 100, data dalla somma di età anagrafica ed età contributiva. E poi c’è stato l’intervento di Boeri a Bari in occasione della presentazione dell’assegno universale approvato in Puglia e da lui ritenuto un esempio da seguire a livello nazionale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il