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Riforma pubblica amministrazione, rinnovo contratti statali, bonus polizia, carabinieri forze dell'ordine: novità questa settimana

La riforma della pubblica amministrazione in Italia procede a due velocità. Da una parte si accelera sulla trasparenza dall'altra si rallenta sullo sblocco del contratto degli statali.




Si va verso lo snellimento della burocrazia italiana. Nel contesto della riforma della pubblica amministrazione, ad esempio, per avere dati e notizie non occorre più fornire le motivazioni personali. Per diritto di accesso si intende il diritto degli interessati a prendere visione e a estrarre copia di documenti amministrativi. Per documento amministrativo si intende ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi a uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale.

L'accesso ai documenti amministrativi costituisce principio generale dell'attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialità e la trasparenza. Il diritto di accesso è esercitabile fino a quando la pubblica amministrazione ha l'obbligo di detenere i documenti amministrativi ai quali si chiede di accedere.

E se il bonus di 80 euro alle forze dell'ordine (Polizia di Stato; Carabinieri; Guardia di Finanza; Corpo Forestale; Polizia penitenziaria; Vigili del Fuoco; Aeronautica Militare; Esercito Italiano; Marina Militare; Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana; Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana; Corpo Militare dell'Esercito Italiano del Sovrano Militare Ordine di Malta; Capitanerie di Porto) è ormai realtà, i problemi sorgono sul fronte del rinnovo del contratto degli statali. Da una parte Marianna Madia, ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, rinvia l'appuntamento con lo sblocco, dall'altra è ben chiaro come Palazzo Chigi non andrà al di là dello stanziamento di 300 milioni di euro.

La conseguenza? Aumenti in busta paga minimi, circa 10 euro lordi al mese, e perdita dei premi di produttività per parte degli statali. Per quest'ultimi, evidentemente, sarebbe meglio se non ci fosse alcun rinnovo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il