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Indulto e amnistia: novità della settimana

La giustizia in Italia continua a rimanere una questione delicata, ma è ancora rimandato l'appuntamento con amnistia e indulto.




Le delicate questioni di amnistia e indulto non sono ancora in rampa di lancio nei lavori del parlamento. L'attenzione della politica sul versante della giustizia è per ora rivolta altrove. Questa è stata poi la settimana della depenalizzazione di una lunga serie di reati da parte del Consiglio dei ministri, tra cui falsità in scrittura privata, falsità in foglio firmato in bianco, falsità su un foglio firmato in bianco diverse da quelle previste dall'articolo 486, uso di atto falso, soppressione, distruzione e occultamento di scritture private vere, atti osceni, pubblicazioni e spettacoli osceni, ingiuria, sottrazione di cose comuni, danneggiamento semplice.

E ancora: appropriazione di cose smarrite, del tesoro o di cose avute per errore o caso fortuito, rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto, abuso della credulità popolare, rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive, atti contrari alla pubblica decenza, mancato rispetto dell'autorizzazione alla coltivazione di stupefacenti per uso terapeutico, omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali, guida senza patente, omessa identificazione, omessa registrazione, impedito controllo ai revisori, omessa trasmissione dell'elenco dei protesti cambiari da parte del pubblico ufficiale, emissione di assegno da parte dell'Istituto non autorizzato o con autorizzazione revocata.

Ecco poi che tutti i 4.406 fascicoli delle inchieste più misteriose d'Italia si trovano ora all'archivio di Stato, in formato digitale. Sono le carte relative alle stragi di Piazza Fontana, GioiaTauro, Peteano, Questura di Milano, Piazza della Loggia, Italicus, Ustica, Stazione di Bologna, Rapido 904. Un numero enorme di documenti, 92.518, immediatamente disponibili alla consultazione. Il versamento è stato fatto in attuazione della direttiva Renzi che ha disposto la declassificazione degli atti anche per le altre amministrazioni dello Stato. Il governo ha tolto i 4 livelli di classificazione (riservato, riservatissimo, segreto e segretissimo), non il segreto di Stato che su queste vicende non c'era.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il