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Pensioni novità studi economisti ed esperti su quota 100, mini pensioni, quota 41 migliori sistemi realizzabili

Quota 41 e quota 100 tra i metodi per uscire prima migliore: ultime notizie su convenienza e vantaggi di questi piani e prospettive




PENSIONI NOVITA' E PENSIONI ULTIME NOTIZIE E ULTIMISSIME (aggiornamento): Il primo studioso, ex responsabile anche delle questioni sulle pensioni, è Treu, economista  e studioso, che ha ribadito come sia per equità sociale che per un miglioramento dell'occupazione generale occorre dare spazio a quota 41 in maniera prioritaria. Sono numeri inferiori rispetto a quota 100 o mini pensioni, costerebbero di meno, ma permterrebero nello stesso tempo un aumento della produttività aziendale da parte dei giovani che sarebbe inseriti.

PENSIONI NOVITA' E PENSIONI ULTIME NOTIZIE E ULTIMISSIME (aggiornamento): Sono interessanti i nuovi studi e analisi condotti da esperti di pensioni ed economisti sulle novità pensioni migliori per risanare i problemi, gli errori e aiutare anche a dare sostegno all'economia come appare fortemente necessario dalle ultime notizie e ultimissime. Due nuove analisi su quota 100, mini pensioni e quota 41 quali siano i più adatti nel contesto attuale sono state recentemente presentante.

Nonostante si susseguano incontri e discussioni sulle pensioni, le ultime notizie non sono ancora molto positive: mancano ancora novità ufficiali, mancano soluzioni condivise e universali, manca ancora quella ferma volontà politica necessaria per mettere in atto cambiamenti concreti, soprattutto dopo il nuovo monito di Bruxelles che avrebbe nuovamente invitato il nostro Paese a non intervenire sull’attuale legge pensioni. Eppure si tratta di norme decisamente rigide che in tanti chiedono di rivedere ormai da tempo, tra forze politiche e sociali, e che, anzi, quest’anno sono diventate ancor più rigide, visto che dal primo gennaio l’età pensionabile è salita di quattro mesi, passando da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi.

E’ chiaro come soprattutto alcune categorie di lavoratori non riescano ad arrivare con facilità a questa soglia di uscita e questo è il motivo per cui nel corso dello scorso anno non si è fatto altro che discutere e valutare convenienza e impatto economico di meccanismi come quota 100, mini pensioni, quota 41 per permettere a chiunque lo desiderasse di andare in pensione prima, sempre a fronte di penalizzazioni. E proprio questo sistema di penalizzazioni non dovrebbe incidere sui conti pubblici ma tanti continuano a sostenere che così non è. Servirebbe, infatti, un impiego iniziale di risorse ma che comunque nel lungo periodo verrebbero recuperate. Anzi, per alcuni meccanismi, le penalizzazioni imposte porterebbero addirittura ad accumulare risparmi ulteriori.

Tra questi piani in discussione ci si continua a chiedere quale possa essere il migliore: secondo l’ex commissario straordinario dell’Istituto di Previdenza Treu, il metodo migliore sarebbe quello di uscita con 41 che, pur prevedendo penalizzazioni, permetterebbe a coloro che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi di lasciare il lavoro anche senza aver raggiunto il richiesto (e altissimo) requisito anagrafico. E in aggiunta a questo ha anche più volte proposto la cancellazione delle penalizzazioni sull’assegno finale.

La ribadita posizione di Treu potrebbe rappresentare un’ennesima nuova spinta all’esecutivo affinchè continui a lavorare in maniera concreta sulle pensioni, alla luce del fatto che agire con piani di uscita prima permetterebbe il conseguente rilancio dell’occupazione giovanile, dando, al contempo, nuova spinta anche all’economia in generale, in termini di produttività e competitività. Dall’approvazione di quota 41, quindi, deriverebbero diversi vantaggi, tanto economici quanto lavorativi.

Ad ogni modo le affermazioni di Treu non vanno comunque sopravvalutate anzi possono essere una spinta ulteriore del governo a fare presto visti i tempi lunghi che stanno caratterizzando l’azione dell’esecutivo sulla riforma delle pensioni.

Reputa invece essere il miglior sistema di modifica delle pensioni il piano di quota 100 Alberto Brambilla, secondo cui non è possibile cancellare del tutto l'attuale legge pensioni, ma è possibile intervenirci cercando di ammorbidire i requisiti oggi imposti, con la proposta della quota 100 che, a fronte di penalizzazioni, non dovrebbe pesare sui conti pubblici ma che lascerebbe, allo stesso tempo, al lavoratore la possibilità di decidere effettivamente quando andare in pensione, se a 60 di età e 40 di contributi, a 59 anni di età e 41 di contributi, a 58 anni e 41 di contributi e così via, purchè la sua uscita derivi dal raggiungimento di quota 100, data dalla somma di età anagrafica ed età contributiva.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il