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Pensioni novitÓ differenti punti fermi potrebbero arrivare nei prossimi giorni per quota 100, mini pensioni: novitÓ oggi martedý

Le ultime novitÓ pensioni della settimana e cosa aspettarsi per la prossima: prospettive di cambiamento verso quota 100, quota 41 e assegno universale




PENSIONI NOVITA' E PENSIONI ULTIME NOTIZIE E ULTIMISSIME (aggiornamento): Nei prossimi giorni a partire da oggi, ma non solo con una serie di riunioni ci potrebbero essere delle indicazioni importanti per quanto riguarda la reale realizzabilità di quota 100, mini pensioni e altri miglioramenti incrementali con una serie di conti e statistiche richiesti dal mondo politico e che dovrebbero arrivare per capire numeri alla mano cosa si può fare davvero.

Cresce l’attesa per l’avvio della settimana prossima, momento cruciale per conoscere quali saranno le novità, che tardano ad arrivare, contenute nel Milleproroghe anche in riferimento alle pensioni, con l’auspicio di non subire l’ennesima delusione dal Gruppo per le pensioni a Montecitorio. E se le notizie fossero positive potrebbero aprirsi nuovi scenari per l’approvazione di novità pensioni, da piani di quota 41 e quota 100, fortemente rilanciati in queste ultime settimane, a uno dei nuovi metodi in prova. Secondo le ultime notizie, poi, la prossima settimana partirà anche la consultazione pubblica popolare lanciata dalla presidente della Camera Boldrini per permettere a tutti i cittadini di esprimesi sulle attuali mancanze dell'Europa, sui risultati raggiunti, e sulle prospettive future.

Sarà lei stessa, martedì 9 febbraio, a illustrare i contenuti precisi dei temi della consultazione, tra cui dovrebbe rientrare anche la promozione dell'assegno universale, a livello comunitario, da lei stessa rilanciato qualche settimana fa e appoggiato anche dal ministro dell'Economia italiano. Ma le novità potrebbero riguardare in maniera ancor più ampia il tema previdenziale. I prossimi giorni saranno importanti anche per capire come proseguirà il cammino di tagli e revisioni a detrazioni e agevolazioni fiscali, considerando che i tecnici dei Ministeri di Economia e Lavoro vi si sono di nuovo messi a lavoro e lo stesso responsabile del Dicastero del Lavoro è tornato a valutare quali potranno essere gli interventi più adatti per rilanciare il welfare e a favore di quali categorie di persone.

E si attende di capire anche cosa prevede il decreto effettivo per la norma approvata a sostegno degli indigenti, le cui risorse dovrebbero arrivare non da nuovi stanziamenti ma proprio dai tagli alle pensioni , o meglio dal riordino delle prestazioni pensionistiche e assistenziali, o, secondo alcune indiscrezioni, potrebbero essere versati anche dalle singole regioni. L’approvazione del nuovo fondo rappresenta sì un primo passo dell’esecutivo verso coloro che si ritrovano in difficoltà, e che potrebbe aprire la strada all’approvazione dell’assegno universale, ma restano ancora a definirne i contenuti puntuali.

Intanto, in settimana, Istituto di Previdenza a forze sociali hanno siglato un nuovo protocollo di intesa per fissare nuove regole di comportamento in tema previdenziale, compresi incontri periodici per la presentazione di nuove proposte per cambiamenti pensionistici come piani di quota 41 ma anche quota 100, soprattutto in prospettiva di un rilancio dell’occupazione. Il protocollo di intesa siglato tra forze sociali e Istituto di Previdenza sembra definire una strana alleanza da una parte, ma dall’altra potrebbe rivelarsi decisivo nel processo di cambiamento reale dell’attuale legge pensioni.

Ulteriori indicazioni da parte dell’Istituto di Previdenza sono arrivate, sempre in settimana, in riferimento all’assegno universale a sostegno dei meno abbienti approvato in Puglia e sul quale l’Istituto si è pronunciato in maniera decisamente positiva, ipotizzando l’espansione a livello nazionale di tale norma. Insieme a questa misura, esperti e studiosi rilanciano anche sui sistemi di quota 100 e quota 41 per uscire prima, considerati i migliori, seppur a fronte di penalizzazioni. In riferimento a queste ultime, però, la richiesta è quella di cancellarle per coloro che, avendo iniziato a lavorare sin da giovanissimi, dovessero uscire con quota 41.

E accanto ai sistemi già noti possibili per uscire prima, è arrivata una nuova comunicazione da parte dell'Istituto di Previdenza che permette di andare in pensione a 64 anni, due anni prima dunque rispetto all’attuale soglia fissata, ai lavoratori dipendenti del settore privato a condizione, però, che abbiano maturato quota 96 entro il 2012.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il