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Pensioni ultime notizie sempre più chiari peggioramenti negativi meno prospettive positive pensioni che li dovrebbero accompagnare

Di nuovo a lavoro sulla definizione di cambiamenti negativi per le pensioni ma mancano riferimenti a novità positive: cosa sta succedendo e prospettive




Lo scorso anno erano state anticipate intenzioni di cambiamenti delle pensioni decisamente negative, sostenute da premier, commissario per la revisione della spesa pubblica e presidente dell’Istituto di Previdenza, novità negative che avrebbero però dovuto portare ad accumulare nuove risorse economiche necessarie per successivi cambiamenti positivi, sempre per le pensioni e il welfare. Tali interventi, oggi rilanciati, dovrebbero interessare i tagli di detrazioni e agevolazioni fiscali per le famiglie, obiettivi indicato tanto dal responsabile del Dicastero del Tesoro, che ne ha parlato con possibile inserimento di tale piano nella delega fiscale, tanto dal responsabile del Dicastero del Lavoro.  

E mentre si continua a non far nulla in maniera concreta per quei cambiamenti pensionistici, come quota 100 o mini pensione, o anche assegno universale, che finalmente modificherebbero i requisiti pensionistici attuali, rendendoli più morbidi, e introdurrebbero finalmente una prestazione sociale a sostegno di chi si ritrova più in difficoltà, come già accade in quasi tutti gli altri Paesi europei, i tecnici del ministero dell’Occupazione sarebbero, secondo alcune indiscrezioni, effettivamente a lavoro sulla definizione dei tagli alle agevolazioni fiscali.

In particolare, secondo i tecnici, è innanzitutto necessario sapere chi beneficia delle prestazioni sociali agevolate per verificare se si tratta di scelte coerenti, ad esempio, con l’Isee, l’indicatore che misura la condizione economica delle famiglie, per arrivare al potenziamento dell’anagrafe sociale che, attraverso accordi con i Comuni, potrebbe portare vantaggi anche a tutte le realtà del Terzo settore che erogano prestazioni. Il progetto iniziale di lavoro sulle pensioni prevedeva, come secondo step dopo i tagli alle agevolazioni fiscali, modifiche positive per le pensioni, ma ad oggi non è ancora chiaro se questo percorso sarà rispettato e quali eventuali ulteriori provvedimenti, positivi, per le pensioni potrebbero essere approvati.

Di certo c’è che nelle loro analisi, pur parlando di tagli, i tecnici, così come i responsabili dei Dicasteri, non fanno alcun riferimento ad ulteriori modifiche pensionistiche volte, però, a cambiare le attuali norme, segno che forse si è ancora ben lontani dall’approvazione di quelle novità su cui, in realtà, forze politiche e sociali continuano a rilanciare. E anche se si dovesse davvero approvare l’assegno universale, soprattutto per adeguarsi al modello europeo, comunque sarebbe un intervento minimo e che non contribuirebbe a risolvere il problema delle uscite dal lavoro sempre più tardi.

Questo ulteriore silenzio sulla possibilità di rimettere in ballo in maniera serie e concreta piani di uscita prima o anche solo uno dei metodi in prova proposti mesi fa non fa altro che confermare che nulla si farà subito sulle pensioni e, come detto, tutto sarà rimandato al prossimo 2017, esattamente come previsto dall’agenda di lavoro dello stesso premier e come più volte ribadito da alcuni tecnici del Tesoro. Le discussioni del momento servirebbero solo, probabilmente, per capire gli orientamenti di cittadini, forze politiche e sociali sulle migliori (e più appoggiate) soluzioni da approvare in un secondo momento.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il