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Pensioni novità da politica interna, estera su novità pensioni anticipate,ricongiunzioni,assegno universale: novità oggi mercoledì

Due novità negative bloccano ancora una volta la prospettiva di cambiamenti pensionistici in Italia: quali sono e cosa prevedono




PENSIONI NOVITA' E PENSIONI ULTIME NOTIZIE E ULTIMISSIME (aggiornamento):

PENSIONI NOVITA' E PENSIONI ULTIME NOTIZIE E ULTIMISSIME (aggiornamento): Se per l'esempio universale ci si è mossi finora su due fronti, finalmente anche per ulteriori novità per le pensioni si inizia ad andare oltre il dibattito nazionale cercando degli appigli a livello comunitario come confermano le ultime notizie e ultimissime della consultazione pubblica della Boldrini lanciata online rivolta ai cittaini europei ma soprattutto italiani suil futuro dell'europa tra cui ci sono anche le novità sulle pensioni e sul sociale in generale.

PENSIONI NOVITA' E PENSIONI ULTIME NOTIZIE E ULTIMISSIME (aggiornamento): C'è grande movimento nella Comunità Europea tra chi vuole un suo rilancio e chi si ha paura del rinnovamento, la stessa situazione che si vive su più temi concreti tra cui le novità per le pensioni. Da una parte si parla di misure condivise per rendere la previdenza più vicina come l'assegno universale o sistemi occupazione-pensioni meno rigidi, mentre dall'altra si calcola "lo zero virgola" che se venisse confemata l'indicata potenziale procedura di infrazione per l'Italia bloccherebbe tutto, novità pensioni grandi o piccole che siano comprese. 

PENSIONI NOVITA' E PENSIONI ULTIME NOTIZIE E ULTIMISSIME (aggiornamento): Ci si muove verso due obiettivi e due fronti per le novità sulle pensioni. I fronti sono quello interno di casa nostra sia nelle sedi istituzionali che fuori, mentre esterno è quello della Comunità. E su due obiettivi fondamentali, uno probabilmente più facile da ottenere che sta sempre più tornando in auge ora come indicano le ultime notizie e ultimissime. E non è un caso. Il secondo più di lungo periodo, ma che in determinati pur difficili potrebbe parzialmente arrivare anche subito.

Pur continuando, le discussioni previdenziali non sembrano portare alla definizione imminente di alcuna novità positiva e a rendere ancor più difficile le condizioni di approvazione di cambiamenti pensionistici, le ultime notizie, negative, in arrivo dal Tribunale di Palermo e da Bruxelles. L’anno scorso una sentenza della Corte Costituzionale ha giudicato illegittimo il blocco della perequazione automatica delle pensioni superiori tre volte il minimo, obbligando l’esecutivo a rimborsare i pensionati. Ma oggi il colpo di scena: sembra, infatti, che tale rivalutazione, secondo il Tribunale di Palermo, è stata decisamente modesta in termini economici e la sentenza ritorna alla Corte Costituzionale.

Secondo il Tribunale di Palermo, infatti, il rimborso ai pensionati è insufficiente, ai sensi del decreto numero 65 dello scorso anno, con cui l’esecutivo ha previsto la rivalutazione solo parziale rispetto a quanto dovuto effettivamente, e decrescente, per cui per le pensioni con importo compreso tra le 3 e le 4 volte il minimo è stato disposto il rimborso del 40% di quella che sarebbe dovuta essere la rivalutazione, il 20% per le pensione di importo da 4 a 5 volte il minimo, e il 10% per le pensioni tra 5 e 6 volte. Ciò significa che i pensionati che non hanno subito la rivalutazione della loro pensione si sono visti restituire molto meno rispetto a quanto avrebbero dovuto effettivamente percepire, inoltre, questi stessi pensionati nei prossimi anni non potranno riavere quanto perso a meno che la Corte Costituzionale non giudichi ancora illegittimo tale meccanismo, il che significherebbe per l’esecutivo stanziare nuove risorse per il completamente del rimborso nelle quantità dovute per tutti i pensionati.

Se, dunque, fosse obbligato a restituire quanto dovuto, si bloccherebbe qualsiasi altro intervento sulle pensioni. Ma non solo: a bloccare ulteriormente cambiamenti pensionistici il nuovo stop da parte di Bruxelles e i recenti dati sull’andamento dell’economia italiana. L’Italia, per la clausola migranti, ha chiesto a Bruxelles 3,2 miliardi di euro, fondi che in parte potrebbero essere destinati anche alle pensioni, me che finora non sono stati ancora concessi.

Il problema è che Bruxelles ha rivisto al ribasso la crescita dell’Italia, con una spesa pubblica che continua ad aumentare nel 2015 e nel 2016 e un debito sceso di pochissimo. E’ stata, dunque, presentata una revisione al ribasso delle prospettive di crescita dell’Italia e, infatti, se lo scorso novembre la Commissione puntava su una crescita dell’1,5%, oggi parla di un 1,4%, prevedendo anche un aumento del deficit struttura dello 0,7% del Pil, condizioni che lasciano decisamente poco spazio all’investimento di risorse economiche per cambiare le pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il