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Novità pensioni leggi C. 2955, C. 3144, C. 857, C. 3290 analisi fattibilità ufficiale, riforma: novità mercoledì oggi

A oggi lunedì 8 febbraio 2016 sono tante le proposte si introduzione di novità sulle pensioni. Le ultime notizie riferiscono dell'interessamento dell'Istituto nazionale di previdenza sociale.




PENSIONI NOVITA' E PENSIONI ULTIME NOTIZIE E ULTIMISSIME (aggiornamento):

Sono tante le proposte di cambiamento delle pensioni in Italia, pensate per introdurre quelle novità essenziali per rispondere alla doppia necessità di sociale di consentire l'uscita dal lavoro un po' prima e di favorire l'ingresso dei giovani nel mercato dell'occupazione. Tra le più note, rispetto alla quale mercoledì l'Istituto nazionale di previdenza sociale fornirà i dati sulla copertura economica richiesta, è quella del Comitato ristretto pensioni a Montecitorio, secondo cui è possibile andare in pensione tra i 62 e i 70 anni, con almeno 35 anni di contributi, con penalizzazione nell'età compresa tra i 62 e i 65 anni (mai superiore all'8%), e un incentivo tra i 67 e i 70 anni (mai maggiore dell'8%).

Poi ce n'è una seconda con cui aumentare il tasso di libertà nella decisione di accedere al trattamento previdenziale. Ruota attorno al concetto di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da maturare per andare in pensione. Più specificatamente, è prevista l'apertura delle porte del ritiro ai lavoratori che hanno maturato un'anzianità contributiva di almeno 35 anni ovvero un'anzianità anagrafica di almeno 58 anni. In ogni caso, così come nel precedente disegno di legge, le disposizioni non si applicherebbero a chi svolge mestieri particolarmente faticosi faticosi dal punto di vista fisico e a chi ha iniziato a lavorare in giovane età.

In ballo c'è anche una terza proposta per rendere meno rigide le attuali regole, rivedere i trattamenti previdenziali, sostenere la maternità e prolungare la vita attiva. In particolare: sì alla pensione con almeno 35 anni di contributi e 62 anni di età, purché l'importo dell'assegno sia pari ad almeno 1,5 volte l'importo dell'assegno sociale (stessa previsione del primo disegno di legge); sì al riconoscimento alle lavoratrici madri della valutazione doppia dei periodi di astensione dal lavoro per maternità fino a due anni e di una contribuzione figurativa fino a sei mesi; sì alla definizione di un piano nazionale per il prolungamento della vita attiva orientato per favorire il rinnovamento dell'organizzazione del lavoro nelle imprese e nella pubblica amministrazione.

Infine, ecco la proposta che sposta l'attenzione sui benefici previdenziali per i lavoratori che svolgono lavori di cura e assistenza familiare. Nel dettaglio, per ogni anno di assistenza e cura viene previsto un anticipo di tre mesi per l'accesso alla pensione di vecchiaia, fino a un massimo di cinque anni. E ancora: al di là dall'età anagrafica, diritto alla pensione anticipata con versamento di trenta anni di contributi, di cui almeno cinque nel periodo di assistenza del familiare.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il