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Indulto e amnistia: siamo solo all'inizio con la depenalizzazione dei reati

Il numero dei procedimenti penali in corso è impressionante, ma l'appuntamento con indulto e amnistia continua a essere rinviato.




Sono entrati in vigore i decreti legislativi numero che danno esecuzione alla depenalizzazione voluta dal governo. Anche se non sono previste misure su amnistia e indulto, i cui disegni di leggi sono fermi nelle commissioni competenti a Palazzo Madama, è evidente l'impatto sia sul sistema della giustizia penale sia sulle prefetture su cui si scaricherà l'impatto. In linea di massima il nuovo regime sostituirà reclusioni e pene pecuniarie con sanzioni civili e amministrative. Nonostante la lunga lista dei reati depenalizzati, per qualcuno si poteva fare di più sul piano del reato di clandestinità, anche per via delle recenti difficoltà denunciate dai magistrati, associate alla scarsa efficacia delle misure.

Sono comunque i numeri a rivelare come occorreva uno snellimento dei procedimenti penali pendenti presso le Corti d'appello, i tribunali e le procure presso i tribunali. Stando ai dati del Ministero della Giustizia, ammontano a 3.201.133. Tra gli illeciti depenalizzati ci sono la fornitura di dati e documenti scientemente errati da parte di agenti di commercio, le dichiarazioni false o atti fraudolenti per la previdenza o l'assistenza dei giornalisti, le azioni finalizzate a ottenere maternità o malattia non spettanti, l'omesso versamento ritenute contributive entro i 10.000 euro, l'omesso versamento ritenute previdenziali nel settore agricolo.

E ancora: l'obbligo comunicazioni finalizzata all'assunzione per case di cure e stabilimenti termali su massaggiatori o massofisioterapisti, esercizio non autorizzato di somministrazione lavoro, esercizio non autorizzato di agenzia di intermediazione senza scopo di lucro, esercizio non autorizzato di agenzia di ricerca, selezione e supporto del personale con scopo di lucro, esercizio non autorizzato di agenzia di ricerca, selezione e supporto del personale senza scopo di lucro, l'omesso versamento ritenute previdenziali per co.co.co. e lavoratori a progetto, l'utilizzatore somministratori non autorizzati, il contratto di appalto che maschera la somministrazione, il distacco irregolare dei lavoratori, l'obbligo assunzione massaggiatore o fisioterapista cieco per le case di cura.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il