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Partita Iva 2016 minimi, forfettaria regime nuovo, ordinaria: scegliere il meglio con esempi calcolo e detrazioni pratiche

Ci sono i costi da dedurre tra gli indicatori da prendere in considerazione nella scelta della partita Iva 2016.




Partita Iva ordinaria o Partita Iva forfettaria. Tra gli indicatori da tenere presente per chi deve effettuare la scelta per questo 2016 ci sono le spese che immagina di dover sostenere. Tra le opportunità per chi accede al regime ordinario, infatti, c'è la possibilità di scaricare le spese per l'esercizio dell'attività, operazione preclusa a chi aderisce al regime forfettario. Quali? Pranzi e cene, carburante e assicurazione auto, viaggi per spostamento di lavoro e corsi di aggiornamento professionale. Anzi, sotto quest'ultimo punto di vista, le recenti misure approvate dal Consiglio dei ministri prevedono la deducibilità al 100% fino a un massimo di 10.000 euro annui.

Andando nel dettaglio, sono scaricabili al 100% le spese per acquisto di libri e riviste professionali; acquisto di cancelleria, materiali di consumo e valori bollati; lavoro dipendente e prestazioni di lavoro autonomo occasionale; utenze intestate allo studio professionale; acquisto di beni strumentali per l'esercizio dell'attività. Solo in parte i costi per locazione o acquisto di un immobile accatastato come A10, uffici e studi privati (al 50%), manutenzione ecarburante (40%) cellulari (80%), alberghi e ristoranti 75%), rappresentanza, convegni e congressi. E in molti casi è poi possibile dedurre l'Iva.

In entrambi i casi, per i lavoratori autonomi non iscritti ad alcun albo professionale e titolari di partita Iva iscritti alla gestione separata Inps, l'aliquota contributiva è stata confermata al 27,72% anche per il 2016. Dal quest'anno è invece aumentata dal 23,50% al 24% l'aliquota contributiva a carico dei titolari di partita Iva titolari di pensione o già assicurati presso altre forme di previdenza obbligatoria. Infine, per le ditte individuali iscritte alla gestione Inps artigiani e commercianti è statao ridotto il minimale contributivo del 35%.

Per quanto riguarda il regime forfettario, è in vigore il tetto di 5.000 euro per spese per collaboratori non superiori e di 20.000 euro come costo complessivo dei beni strumentali alla chiusura dell'esercizio. Il reddito è determinato sulla base di un coefficiente di redditività ai ricavi o compensi percepiti, che è pari al 40% con reddito massimo a 45.000 euro per industrie alimentari e delle bevande, al 40% con reddito massimo a 50.000 euro per commercio all'ingrosso e al dettaglio, al 40% con reddito massimo a 40.000 euro per commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande, al 54% con reddito massimo a 30.00 euro per commercio ambulante di altri prodotti, all'86% con reddito massimo a 25.000 euro per costruzioni e attività immobiliari, al 62% con reddito massimo 25.000 euro per intermediari del commercio, al 40% con reddito massimo a 50.000 euro per servizi di alloggio e ristorazione, al 78% con reddito massimo a 30.000 euro per attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, al 67% con reddito massimo a 30.000 euro per altre attività.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il