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Pensioni novità il partito della nazione sempre più realtà con novità per le pensioni positive

Le ultime notizie raccontano di un'accelerazione nella costituzione del partito della nazione con inevitabili ripercussioni sulle pensioni.




La tendenza è sempre più chiara: si va verso la costituzione del partito della nazione, più spostato al centro che a sinistra, in cui la maggioranza numerica è quella del Partito democratico. Inevitabili le conseguenze sia per la politica italiana e sia, più specificatamente, per le novità pensioni. In questo senso appare emblematica la vittoria di Giuseppe Sala alla primarie del Partito democratico per la scelta del candidato di centrosinistra alle elezioni comunali di Milano. Si tratta di un uomo che ha lavorato sia con il centrosinistra e sia con il centrodestra. Semplice abilità a fare il suo lavoro? Forse sì, ma ha certamente influito quella sua capacità di stare sempre al centro degli schieramenti e di essere quindi appetibile per tutti i contendenti.

E se la tendenza è questa, viene da pensare che i cambiamenti politici sul fronte delle pensioni andranno nel segno della moderazione. Il dibattito e il confronto rimarranno accessi ma sempre con gradualità. Viene in mente la Democrazia cristiana della prima repubblica in cui la previdenza era uno dei temi più frequenti dell'agenda politica, ma senza quegli accenti sociale e quell'attenzione garantita dai partiti spostati più a sinistra. E in questo contesto, non è proprio casuale come la posizione del presidente del Consiglio sia cauta, quasi sfuggente e sicuramente in contraddizione con l'atteggiamento decisionista e caratterizzato da rapidità di intervento che ha dimostrato in altre occasioni.

Anche il recente mini rimpasto nella squadra di Palazzo Chigi va nella scia dell'intenzione di accontentare un po' tutti. Nelle specifico, sul fronte delle pensioni si registra la nomina di Enrico Zanetti a vicepresidente dell'Economia e di Tommaso Nannicini a sottosegretario della presidenza del Consiglio. Entrambi sono più volte entrati nel vivo del dibattito sul pensioni e lavoro.

L'accelerazione nel confronto sul partito della nazione è arrivato comunque mercoledì scorso, quando nel corso di una intervista, l'ex governatore siciliano Totò Cuffaro, che ha scontato una condanna per favoreggiamento a cosa nostra, ha detto che i suoi voti si stanno spostando al Partito democratico. Da qui l'esplosione della polemica sul tesseramento dei demo. La minoranza ha attaccato e l'ex segretario Pierluigi Bersani ha dichiarato che se nel Partito democratico entra certa gente non sa più se ci vuole stare. Dai vertici ha risposto il vicesegretario Lorenzo Guerini, secondo cui Cuffaro non riguarda il Partito e loro non stanno tesserando i suoi ormai ex sostenitori. Infine l'affondo dell'ex sindaco di Roma al partito della nazionale: meglio perdere che perderci.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il