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Pensioni oggi novità martedì 9 febbraio il Milleproroghe fatica a trovare slancio per ricongiunzioni, quota 100, quota 41

La difficoltà di introdurre novità sulle pensioni è dimostrato anche dal confronto aggiornato a oggi martedì 9 febbraio 2016 sul Milleproroghe.




L'appuntamento con l'approvazione del decreto Milleproroghe da parte dell'Aula di Montecitorio è entro la fine di questo mese. Ma a oggi martedì 9 febbraio 2016 non si vedono novità all'orizzonte sul fronte delle novità pensioni. In realtà, iniziano a trovare spazio misure legate al mercato dell'occupazione, ma l'impressione è che la questione previdenziale venga messa fatalmente da parte. Si tratta di una situazione differente rispetto a quella dello scorso anno, quando il dibattito sul Milleproroghe era stata caratterizzato da maggiore vivacità anche in riferimento al lavoro e al welfare in generale. Lo stato attuale riflette la politica di prudenza seguita da Palazzo Chigi.

E se, come viene continuamente ripetuto, il problema è sempre quello delle coperture economiche, il maxi finanziamento, stanziato solo per quest'anno, per permettere alle lavoratrici di congedarsi un po' prima perché il loro assegno previdenziale verrebbe calcolato con il meno vantaggioso sistema contributivo, potrebbe essere spostato altrove. Alle dipendenti viene infatti concessa la possibilità di ritirarsi a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi, alle autonome a 58 anni e 3 mesi. Le proposte, sia in prove e sia strutturali, per correggere le norme in vigore ovvero per liberarla dalla rigidità in cui sono intrappolate, sono tante ma sono state sistematicamente respinti per assenza di soldi pubblici.

E così succede che il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali continui a ripetere come siano necessari ulteriori approfondimenti e valutazioni per capire quali pesci prendere. Continuano quindi a rimanere ferme al palo tutte le ipotesi fin qui presentate per migliorare l'attuale legge previdenziale: dall'applicazione di quota 100, intesa come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da maturare per andare in pensione, all'introduzione delle mini pensioni per gli over 55 senza lavoro e senza assegno previdenziale, dalla proposta di compensare le penalizzazioni nel caso di ritiro anticipato con una somma da restituire in piccole rate al ricalcolo degli importi con il sistema contributivo.

Per ragioni riconducibili alla mancanza di sufficiente liquidità pubblica a motivazioni di carattere politico-elettoralistico, l'appuntamento con il cambiamento continua a essere rimandato. L'attenzione è concentrata anche sulla relazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale in merito ai costi reali per finanziare il disegno di legge che prevede il ritiro anche a 62 anni di età con 35 anni di contributi versati con penalizzazione dell'8%, così come proposto dal presidente del Gruppo Ristretto pensioni a Montecitorio.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il