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Pensioni novità oggi 9 febbraio quale sarebbe effetto di avere un ministro unico del Tesoro europeo

La creazione di un ministro europeo dell'Economia unico, così come raccontato dalle ultime notizie, potrebbe avere ripercussioni sulle novità pensioni.




E se la chiave per sbloccare le novità sulle pensioni in Italia fosse quel ministro europeo dell'Economia unico prospettato da Germania e Francia? Senza dubbio comporterebbe una maggiore rigidità nel rispetto dei parametri europei sull'equilibrio dei conti pubblici e sono dunque da mettere in conto resistenze dalle parti di Palazzo Chigi. Tuttavia, un primo risultato che si potrebbe avere è l'accelerazione nell'introduzione in Italia dell'assegno universale. Applicato ovunque, tranne in Grecia e appunto in Italia, Bruxelles è da sempre favorevole a questo strumento di sostegno al reddito. L'esecutivo italiano ha da tempo detto sì, ma resta sempre da sciogliere il nodo delle coperture economiche.

Nel lungo periodo, tuttavia, le pensioni potrebbero trovare nuovo slancio in un'ottica di rilancio del mercato del lavoro e di staffetta generazione che, se gestiti da Bruxelles, potrebbero portare a risultati differenti. Secondo i governatori della Bundesbank e della Banque de France, Jens Weidmann e Francois Villeroy de Galhau, l'obiettivo è "costruire un Tesoro comune, insieme con un Consiglio di bilancio indipendente e un organo politico più forte per prendere le decisioni politiche, sotto il controllo parlamentare".

Che ci sia bisogno di una sintesi condivisa tra le varie posizioni è dimostrato anche dai recenti fatti che stanno coinvolgendo l'Italia. Da metà gennaio si registrano tensioni tra Bruxelles e Roma, in particolare su immigrazione e flessibilità sui conti pubblici con conseguenze anche sul capitolo delle pensioni. E poi c'è l'irrequietezza dei britannici con il premier d'oltremanica che ha avuto un colloquio anche con il presidente del Consiglio su Europa e crescita. A pochi mesi dal referendum promesso da lui stesso per tenere buoni gli euroscettici è sceso in campo contro l'ipotesi Brexit. Con l'uscita dall'Unione europea, è il rischio paventato dal governo, verrebbero meno gli accordi con la Francia, con il rischio di un'ondata di profughi in arrivo da Calais.

Seppur con alcune inevitabili distinzioni potrebbe diventare realtà l'uniformazione dei requisiti per andare in pensione. In Italia per i lavoratori dipendenti e le lavoratrici dipendenti settore pubblico e per i lavoratori autonomi e gestione separata occorre aver raggiunto 66 anni e 3 mesi. Alle lavoratrici dipendenti settore privato servono 65 anni e 3 mesi, dal primo gennaio 2018 al 31 dicembre 2020 66 anni e 3 mesi. Per le lavoratrici autonome e gestione separata sono necessari fino al 31 dicembre 2017 65 anni e 9 mesi, dal primo gennaio 2018 al 31 dicembre 2020 66 anni e 3 mesi. Nelle principali economie europee, tra cui la Germania, la tendenza sull'aumento dell'età della pensione è più moderata.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il