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NovitÓ pensioni giovedý oggi Comitato, per venerdý nulla e Milleproroghe rinizia da lunedý, riforma: novitÓ giovedý oggi

Dai prossimi giorni potrebbero venire fuori interessanti novitÓ sul fronte delle novitÓ pensioni. Il punto a oggi martedý 9 febbraio 2016.




NOVITA' PENSIONI E ULTIME NOTIZIE PENSIONI (AGGIORNAMENTO): Nell'iter appena concluso a Montecitorio non si è giunti a nessuna novità per le pensioni degna di nota, nonostante i tanti tentativi fatti da parte delle forze politiche sia per cambiamenti minimi che quelli sperimentali di prova o migliorare quelli della manora. Il vero problema di fondo come al solito sono stati i no della ragionerie di Stato.

NOVITA' PENSIONI E ULTIME NOTIZIE PENSIONI (AGGIORNAMENTO): Oggi, giovedì è il grande giorno in cui l'Istituto di Previdenza dovrebbe dare i risultati per i fondi necessari per le novità sulle pensioni richiesto dal Comitato Ristretto. Al nomento la relazione è ancora confermata come riportano le ultime notizie e ultimissime. Nel frattempo il voto del Milleproroghe è stato fatto ieri sera, mentre era previsto venerdì e ora passerà direttamente da lunedì al Senato dove si preannuncia già una nuova battaglia.

NOVITA' PENSIONI E ULTIME NOTIZIE PENSIONI (AGGIORNAMENTO): Diverse indicazioni arriveranno per le novità per le pensioni tra oggi e domani giovedì, ma anche venerdì da diversi riunioni, incontri tutte in sedi istituzionali come riferiscono le ultime notizie e ultimissime.

Siamo in un crocevia potenzialmente importante sul fronte delle novità pensioni. Le ultime notizie riferiscono infatti di una serie di incontri destinati ad avere ripercussione nel breve periodo sul sistema previdenziale italiano. In prima battuta si segnala la chiusura delle operazioni relative all'approvazione del decreto Milleproroghe. Rispetto allo scorso anno si registra una minore vivacità sul fronte del lavoro e delle pensioni, ma possibili cambiamenti sono sempre dietro l'angolo, come dimostrato dalla ripresa del confronto sull'occupazione e sulle tutele per chi il lavoro non ce l'ha più. In ogni caso, questa fase dovrebbe concludersi entro venerdì.

Poi, tra mercoledì e giovedì, sono in calendario incontri e confronti sulle pensioni nel Gruppo ristretto di Montecitorio. Se già oggi sono finite al centro dell'attenzione le proposte sul contenimento degli assegni più elevati ovvero sul loro ricalcolo con il sistema contributivo, domani l'agenda è particolarmente fitta e comprende in prima battuta l'esame dei disegni di legge sugli assegni di reversibilità e quindi saranno accesi i fari sulle differenze di trattamento pensionistico tra uomini e donne con l'ascolto di esperti in materia statistica e attuariale e in politiche pensionistiche presso la Divisione delle Politiche sociali della Direzione Impiego, lavoro e affari sociali dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Più nel dettaglio, per quanto riguarda le pensioni di reversibilità, sono tra l'altro proposte la cumulabilità del reddito del coniuge superstite con quello del cosiddetto de cuius e l'implementazione dell'imposta sostitutiva al 20% per i redditi derivanti dai trattamenti di reversibilità. Un secondo pacchetto di proposte prevede che la percentuale della pensione da liquidare al coniuge superstite venga elevata al 100% quando nell'anno di decorrenza il beneficiano risulti sprovvisto di redditi di qualsiasi natura, escludendo quello concernente la prima casa o quello derivante dall'utilizzo da parte del coniuge superstite dell'unità immobiliare a titolo di usufrutto.

La giornata di giovedì potrebbe essere perfino più interessante perché l'Istituto nazionale della previdenza sociale fornirà le cifre esatte sull'impegno di spesa richiesto dallo Stato per finanziare la proposta di legge dello stesso presidente del Gruppo ristretto di Montecitorio che prevede la possibilità di andare in pensione tra i 62 e i 70 anni, con almeno 35 anni di contributi, con penalizzazione nell'età compresa tra i 62 e i 65 anni e incentivo tra i 67 e i 70 anni. Fino a questo momento, tutto è rimasto fermo per via della cronica difficoltà a trovare coperture economiche adeguate. Ma con la fissazione di numeri esatti sarà evidentemente più semplice apportare eventuali correttivi.

Lo schema degli incentivi e delle penalizzazioni prevede nel caso di pensionamento effettivo a 62 anni l'applicazione della percentuale di riduzione pari all'8%. A 63 anni quella del -6%, a 64 anni del -4%, a 65 del 2%. A 66 anni, invece, non sono previsti bonus o malus. Dopodiché scatterebbero gli incentivi: a 67 anni +2%, a 68 anni +4%, a 69 anni +6%, a 70 anni +8%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il