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Novità pensioni tutte le ultime novità su riforma pensioni nelle trasmissioni tv e la delusione dei fatti del Comitato Ristretto

In attesa delle novità pensioni dal Comitato ristretto di Montecitorio ci sono le ultime notizie in materia da Ballarò e Di Martedì.




Come al solito, il dibattito sulle pensioni e sullo studio delle novità migliorative è alimentato anche dalle due trasmissioni televisive di approfondimento del martedì: Ballarò, in onda su Rai 3 e condotta da Massimo Giannini, e e Di Martedì, sul La7 e coordinata da Giovanni Floris. Ebbene, le ultime notizie che sono arrivate dal confronto di ieri sera hanno confermato con il confronto stia proseguendo in maniera quasi sotterranea, ma senza l'accelerazione decisiva. Non è quindi un caso che a Ballarò la questione previdenziale non sia stata affrontata direttamente così come è capitato nelle scorse settimane. Tra gi ospiti, si segnala comunque la presenza di Giuseppe Sala, da poco candidato sindaco di Milano per il Partito democratico.

Gli ospiti di Floris nella puntata di ieri di Di Martedì sono invece entrati più nel vivo della questione delle pensioni. D'altronde è stato quasi inevitabile per via della presenza in studio di Enrico Zanetti, viceministro dell'Economia, l'economista Giuliano Cazzola, Paola De Micheli, sottosegretario del Ministero dell'Economia, Emiliana Alessandrucci, presidente Colap, da sempre attente al mondo dei lavoratori autonomi e al loro trattamento previdenziale. Ebbene, secondo De Micheli, gli interventi sulle pensioni non devono essere dati per scontati poiché a pagarli sono tutti i contribuenti con le tasse. La coperta economica è piuttosto corta e se si tira troppo da una parte, si scopre dall'altra.

Da parte sua, Cazzola ha continuato a difendere l'attuale legge previdenziale, considerandola la migliore tra quelle applicabili, anche per le condizioni finanziarie dello Stato, per poi auspicare che nulla cambi. Ma come riferiscono le ultime notizie che arrivano dal Comitato ristretto di Montecitorio, in realtà è da tempo che sono allo studio misure correttive. In particolare continua a rimanere sotto i riflettori la proposta di legge, presentata dallo stesso presidente dell'organismo parlamentare, con cui consentire il ritiro anche a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazione massima dell'8% in base all'effettivo momento del congedo.

Ecco allora che è attesa la risposta dell'Istituto nazionale di previdenza sociale in merito alla reale copertura economica per introdurre questa misura ed eventualmente studiare aggiustamenti e limature. Stando al testo base, non sarebbe applicata alcuna penalizzazione nel caso di pensionamento a 66 anni con almeno 35 anni di contribuzione versata. Le prime penalizzazioni scatterebbero a 65 anni con 40 anni di contributi (-0,3%) fino ad arrivare appunto a quelle applicate con 62 anni di età e 35 anni di contributi (-8%).

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il