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Partita Iva 2016: minimi, ordinaria, forfettaria e tutti i casi particolari

Come aprire una nuova Partita Iva, regimi fiscali possibili e cosa prevedono: procedure e istruzioni da seguire




Sono diversi i lavoratori che decidono di aprire la partita iva per il lavoro autonomo: si tratta di un’operazione piuttosto semplice che può essere eseguita da qualsiasi commercialista o solo registrandosi sul sito dell’Agenzia delle Entrate, e gratuitamente. Una volta aperta bisogna decidere a quale regime fiscale aderire. Chi apre una partita iva quest’anno può scegliere il nuovo regime forfettario 2016 che prevede un’imposta unica sostitutiva del 5% per i primi cinque anni, che sale poi al 15% mentre l’imposta contributiva resta invece al 27,72% per chi è iscritto alla Gestione Separata e sale invece al 24% per chi è iscritto ad altre forme di previdenza.

Nel regime ordinario invece si è soggetti ad emettere fatture con iva che ovviamente va riversata allo Stato, inoltre si è soggetti a tassazione irpef, irap, e alle addizionali regionali e comunali, oltre che alle imposte contributive. Per quanto riguarda il nuovo regime forfettario, come detto, prevede un’aliquota al 5% per i primi cinque anni di attività e per un limite di guadagno stabilito a 30 mila euro e, una volta trascorsi i primi cinque anni, indipendentemente dall’età anagrafica, e sempre rimanendo nella soglia dei 30 mila euro di guadagno, si può passare al regime forfettario con aliquota al 15%.

Se si superano i limiti di guadagno previsti, bisognerà aderire al regime ordinario. I limiti di guadagno per accedere al nuovo regime per i professionisti sono 30mila euro di guadagni; stessa soglia anche per artigiani e imprese, che sale a 50mila euro per commercianti, alberghi e ristoranti; mentre è di 40mila euro per ambulanti di alimentari e bevande e di 30mila per ambulanti di altri prodotti. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che possono accedere al nuovo regime agevolato 2016 coloro che dal primo gennaio aprono una nuova Partita Iva e i contribuenti che, rispondendo ai requisiti richiesti, ne hanno già una e negli anni precedenti hanno scelto un regime fiscale diverso.

Se, infatti, un contribuente ha aderito al vecchio regime dei minimi, ma sono trascorsi i primi cinque anni di attività, se mantiene guadagni entro i 30 mila euro, quest’anno può aderire al nuovo regime con aliquota al 15%. Se, invece, un contribuente ha avviato un’attività negli anni precedenti con il vecchio regime dei minimi ma non sono ancora trascorsi i 5 anni previsti, può tranquillamente mantenerlo per gli anni mancanti al completamento dei 5 anni, con contributi previdenziali ridotti del 35%.

E’ anche possibile passare anche dal regime ordinario a quello nuovo forfettario sempre se in possesso dei requisiti richiesti. Si può effettuare tale passaggio dal primo gennaio 2016, senza la necessità di fornire alcuna comunicazione preventiva. In questo caso, i contribuenti interessati al passaggio dovranno procedere già nella prossima dichiarazione Iva 2016 (relativa al 2015) a compilare il rigo VA14, per segnalare che si tratta dell’ultima dichiarazione precedente l’applicazione del nuovo regime.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il