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Pensioni novità no il parere vincolante della Ragioneria su fattibilità nè dell'Istituto Previdenza, riforma: novità venerdì

Sistemi di uscita anticipata in discussione oggi nel Gruppo ristretto delle pensioni e attesi dati economici dall’Istituto di Previdenza per una loro eventuale approvazione




NOVITA' PENSIONI E ULTIME NOTIZIE PENSIONI, ULTIMISSIME OGGI VENERDI' 12 FEBBRAIO 2016 (aggiornameno ore 17:33): Una grande delusione per le novità per le pensioni in quanto non sono ariivati i dati dell'IStituto di Previdenza per le coperture necessarie come riportano le ultime notizie e ultimissime. Stesso rammarico del parere vincolante della Ragioneria di Stato mai arrivato anche quessto seppur era obbligatorio e chiesto ormai circa più di 3 mesi.

NOVITA' PENSIONI E ULTIME NOTIZIE PENSIONI, ULTIMISSIME OGGI VENERDI' 12 FEBBRAIO 2016 (aggiornameno ore 7:36): Attendiamo per oggi venerdì, il resoconto della riunione fatta con l'Istituto di previdenza dove dovrebbero essere arrivati i dati contabilità per poter agire sul fronte delle novità per le pensioni. Ci si attendono riferimenti ufficiali nelle ultime notizie e ultimissime di oggi. 

NOVITA' PENSIONI E ULTIME NOTIZIE PENSIONI, ULTIMISSIME OGGI GIOVEDI' 11 FEBBRAIO 2016 (aggiornameno ore 15:47 ): Non devono solo arrivare, e speriamo che arrivino, lo studio e le statistiche dell'Istituto di Previdenza ma anche quelli sulle novità per le pensioni richiesto durante la manovra più volte ai tecnici e alla Ragionerie di Stato come parere tecnico-economico vincolante sulle pensioni anticipate principalmente. E ovviamente questo non è mai arrivato e anche tutte le ultime notizie e ultimissime seppur obbligatorio sembrta che se lo siano dimenticato

Era atteso durante il periodo di lavoro sulla Manovra il rapporto della Ragioneria di Stato vincolante sui conti economici e fondamentale per la definizione anche di novità pensioni. Ma si tratta di un rapporto mai arrivato, ancora sospeso. E mentre si attendono le ultime notizie sui conti economici dell’Istituto di Previdenza per eventualmente definire i soldi da poter impiegare per l’attuazione di modifiche per le pensioni, oggi 11 febbraio, torna a riunirsi il Gruppo ristretto per le novità pensioni a Montecitorio. Si tratta di un incontro decisamente importante perché, in teoria dovrebbe incentrarsi sulle possibili proposte di legge per le pensioni da approvare in base alla disponibilità di soldi resa nota dall’Istituto di Previdenza. Ma sono sempre poche le speranze di sapere che alla fine dell’incontro tutto si è risolto positivamente.

Siamo ormai da tempo abituati ad incassare delusioni quando si parla di pensioni. Comunque si discuterà, in particolare, di quattro proposte di legge: la prima verte sul sistema di uscita prima per lavoratrici e i lavoratori che abbiano maturato un'anzianità contributiva di almeno 35 anni possono accedere al pensionamento flessibile al compimento del requisito minimo di 62 anni di età fino al requisito massimo di 70 anni di età, purché l'importo dell'assegno, secondo i rispettivi ordinamenti previdenziali di appartenenza, sia almeno pari a 1,5 volte l'importo dell'assegno sociale. La seconda riguarda la possibilità di uscita avendo maturato 40 anni di contributi e indipendentemente dall'età anagrafica; la terza, invece, riguarda l'adozione  adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti norme per l'introduzione del pensionamento flessibile, la revisione dei trattamenti previdenziali, il sostegno della maternità e il prolungamento della vita attiva.

La quarta e ultima, infine, riguarda la possibilità di uscita prima per i lavoratori che, a decorrere dal primo gennaio 2015, abbiano almeno 62 anni e abbiano maturato un'anzianità contributiva non inferiore a trentacinque anni e che percepiscono un assegno almeno pari a 1,5 volte l'importo dell'assegno sociale. Senza dimenticare però che, insieme ai metodi di pensione anticipata in discussione,c’è ancora da definire l’introduzione dell’assegno universale: per la sua approvazione di parla di circa 10 miliardi di euro e per il fondo per gli indigenti, già approvato dall’esecutivo, si parla di un miliardo all’anno. Ma sull’assegno universale tutti, da forze sociali a forze politiche a Bruxelles compresa si dicono d’accordo, contrariamente invece allo scontro che caratterizza la questione delle ricongiunzioni.

L’obiettivo è quello di rendere gratis le ricongiunzioni e semplificare il cumulo, operazioni che potrebbero essere molto semplici da approvare ma su cui ancora si discute e si temporeggia. Stessa situazione per quanto riguarda piano di quota 100 e mini pensioni: si tratta di meccanismi che dividono e che se da alcuni sono sostenuti, a fronte di penalizzazioni, per altri, compreso lo stesso Istituto di Previdenza, richiederebbero l’impiego di troppi soldi. Eppure grazie alle penalità previste si dovrebbe trattare di sistemi autofinanziati. Il problema è che comunque, per alcuni, servono fondi da impiegare almeno inizialmente.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il