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Novità pensioni sollecitate da forze sociali per pensioni anticipate, quota 96, quota 41,ricongiunzioni a Governo e Ministri Renzi

A mostrare maggiore attivismo nella ricerca di novità sulle pensioni sono le organizzazioni a tutela dei lavoratori.




NOVITA' PENSIONI E ULTIME NOTIZIE PENSIONI, ULTIMISSIME OGGI SABATO FEBBRAIO 2016 (ultimo aggiornameno fatto ore 11:22): Allo stare pressocchè immobile del Governo Renzi sulle novità per le pensioni, o meglio avere iniziate solo ad iniziare a far "digerire" alcuni elementi negativi come dalle ultime notizie e ultimissime, si cercano di mobilitare sempre di più le forze sociali che dopo aver trovato l'unitià su questo tema stanno portando avanti una serie di iniziative congiunte. Non sono le prime ad essere fatte e finora a dire il vero non hanno portato nessun risultato nemmeno minimo.

NOVITA' PENSIONI E ULTIME NOTIZIE PENSIONI, ULTIMISSIME OGGI VENERDI' FEBBRAIO 2016 (ultimo aggiornameno fatto ore 19:41): Non si fermano le iniziative per cercare di spronare il Governo Renzi e i Ministri a cui la pratica è delegata per fare qualcosa di positivo per le novità per le pensioni come riportano anche le ultime notizie e ultimissime. 

Le novità pensioni si agitano fuori dalla stanze di Palazzo Chigi, come dimostrano le ultime notizie sull'alleanza sempre più stretta tra l'Istituto nazionale della previdenza sociale e le forze sociali. Già nei giorni scorsi è stato ufficialmente siglato un accordo che prevede una più attenta e capillare diffusione delle novità, piccole e grandi che siano, sulle pensioni. Se poi ci sarà convergenza anche sulle proposte di cambiamento del comparto da presentare ai ministri competenti, è ancora da scoprire. Di certo, si tratta di un fronte da seguire con attenzione e che potrebbe riservare interessanti sorprese anche nell'ottica di una più chiara e definitiva separazione tra spesa per assistenza e spesa per previdenza.

Sono poi le stesse organizzazioni a tutela dei lavoratori che stanno cercando di forzare la mano con l'esecutivo per introdurre modifiche in tempi stretti al sistema della previdenza. L'obiettivo, sintetizzato in una recente missiva indirizzata al presidente del Consiglio e al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, è di togliere rigidità alle norme in vigore per consentire ai lavoratori di congedarsi un po' prima rispetto a quanto adesso richiesto. Certo, poi occorre capire quale possa essere la strada più percorribile anche sotto il profilo economico. Non è una novità che i conti pubblici non siano proprio floridi e i margini di manovra sono piuttosto ristretti.

Da tempo, ad esempio, si insiste sull'applicazione di quota 100, quale somma di età anagrafica e anni di contribuzione da maturare per accedere al trattamento previdenziale. Allo stato, tuttavia, l'ipotesi è rimasta congelata per assenza di coperture economiche. Il tema delle pensioni, poi, è strettamente legato a quello del lavoro e sotto questo punto di vista le forze sociali invocano misura in grado di favorire una vera staffetta generazionale. Di più: l'attuale precarietà del mondo dell'occupazione mal si concilia con il sistema contributivo e con l'innalzamento dell'età pensionabile previsto dalle norme in vigore. Da qui la richiesta di interventi in tempi brevi.

In realtà, le questioni aperte, come viene messo nero su bianco, sono anche altre: dalla salvaguardia degli esodati al costo delle ricongiunzioni dei contributi, dalla posizione previdenziale di chi ha iniziato a lavorare da giovane a chi svolge attività prevalentemente usuranti, passando per i cosiddetti quota 96 ovvero quei lavoratori del mondo della scuola che, nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi, non sono andati in pensione a causa dell'introduzione delle norme contenute nella leggi in vigore, che non tengono conto della peculiarità del calendario scolastico.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il