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Novità pensioni per l'ennesima volta per quota 100, mini pensioni, quota 41 un blocco ancora da Ministro Poletti

L'esecutivo rallenta sull'introduzione di novità sulle pensioni per i soliti problemi di coperture economiche con Bruxelles.




NOVITA' PENSIONI E ULTIME NOTIZIE PENSIONI, ULTIMISSIME OGGI VENERDI' FEBBRAIO 2016 (ultimo aggiornameno fatto ore 10:44):  I toni, questa volta sono ancora più chiari, per le novità sulle pensioni, nonostante il Ministro Poletti ancora qualche giorno fa parlava di ricongiunzioni come riportano le ultime notizie e ultimissime. Certo lo stesso Dicastero del Lavoro è anche l'unico a non aver reso pubblico o, comunque, fatto intendere un piano e un progetto per specifico.

NOVITA' PENSIONI E ULTIME NOTIZIE PENSIONI, ULTIMISSIME OGGI VENERDI' FEBBRAIO 2016 (ultimo aggiornameno fatto ore 19:53): Se non è una smentita totale è qualcosa che si avvicina ad essere molto vicina ed è l'ennesima novità per le pensioni negativa. D'altra parte a ben vedere non cambiano i toni, non cambiano le parole delle ultime notizie e ultimissime date dal Ministro Poletti che forse, questa volta è ancora più deciso per smorzare gli entusiami dopo che anche altri problemi di carattere economico stanno sempre più emergendo.

Sulle novità pensioni l'esecutivo continua a procedere con il freno a mano tirato. La nuova dimostrazione arriva dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, che oltre a continuare a ribadire come stia proseguendo la fase di valutazione dello stato della previdenza in Italia, ricorda che le modifiche sono legate ai conti pubblici europei. In buona sostanza, con i vincoli imposti da Bruxelles, gli spazi di manovra per rendere meno rigida l'impalcatura delle pensioni sono decisamente limitati e di conseguenza si può andare avanti solo a colpi di aggiustamenti marginali o di misure in autofinanziamento. In attesa, naturalmente, che il Paese riprenda a crescere.

E in questo contesto le prospettive non possono essere delle migliori alla luce delle tensioni tra Roma e Bruxelles proprio sull'allentamento dei vincoli del patto di stabilità. Il valore del debito pubblico italiano è pari al 130% del Prodotto interno lordo. La manovra approvata a fine anno, secondo Bruxelles, non è stata abbastanza incisiva nella sua riduzione. Ammonta a 16,5 miliardi di euro lo sconto complessivo che l'Italia chiede sulle regole del rigore.

In questo di sostanziale immobilismo, ci provano le organizzazioni a tutela dei lavoratori a dare una scossa, sollecitando il presidente del Consiglio e lo stesso ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali a intervenire in tempi brevi per sciogliere i troppi nodi sul versante delle pensioni con l'obiettivo di "ricostruire un sistema pubblico solidale, che riconosca la diversità dei lavori e delle condizioni sia rispetto all'accesso che alla dignità dei trattamenti". Lo hanno fatto con una richiesta scritta rispetto alla quale si attende una replica da Palazzo Chigi. Fino a questo momento i rapporti non sono stati brillanti e caratterizzati dalla volontà dell'esecutivo di stare alla larga dalle politiche di concertazione.

Tra l'altro chiedono il ripristino di meccanismi meno penalizzanti per l'accesso alla pensione, a partire dall'età minima di 62 anni oppure attraverso la possibilità di combinare età e contributi, per rispondere alle esigenze di vita delle persone e ai cambiamenti dell'organizzazione del lavoro e dei sistemi produttivi. Fra i problemi sollevati ci sono quelli relativi a chi è rimasto senza lavoro ma non ha ancora maturato i requisiti per la pensione, quelli delle ricongiunzioni onerose e di chi ha iniziato a lavorare prima di 20 anni o svolge attività prevalentemente usuranti per cui diventa indispensabile un miglior riconoscimento delle peculiarità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il