Successi e insucessi del Governo Zapatero in Spagna prima delle elezion

Zapatero ha fatto il punto della situazione delll'operato del suo Governo prima delle elezioni: economia in crescita, ma con aumento dei contratti a tempo indeterminato, crescita sociale e ricerca della pace con Eta e a livello internazionale.



Il tanto atteso dibattito sullo stato della nazione ha celebrato, in questa prima settimana di luglio, il suo terzo allestimento, l'ultimo, secondo il calendario elettorale, della prima legislatura del Governo di José Luis Rodríguez Zapatero.

Tre giorni di ampio confronto tra i partiti dell'arco parlamentare, occasione per il Governo per esaltare il bilancio delle proprie attività e per l'opposizione per criticarne gli esiti ed avanzare un'alternativa credibile per il domani.

La competizione, aspra nei toni e nei contenuti, avrebbe decretato la vittoria del premier socialista sul leader dell'opposizione, Mariano Rajoy, ed ora gli ultimi sondaggi affermano che la distanza tra PSOE e PP, in termini d'intenzione di voto, si sarebbe ampliata fino ad oltre sei punti percentuali, a vantaggio dei socialisti.

L'insieme dell'andamento del dibattito e l'approvazione delle numerose risoluzioni finali da parte del Parlamento hanno evidenziato, per quanto riguarda la dialettica tra i partiti, da una parte l'isolamento politico del Partido Popular nell'opera di continua squalificazione dell'operato del Governo nella gestione del cosiddetto processo di pace per una soluzione dialogata del conflitto basco.

Dall'altra, la ricerca dei socialisti di una maggior convergenza con la formazione catalana CiU, piuttosto che con l'attuale socio di maggioranza ERC, anche in vista di future possibili alleanze di Governo ed una nuova attenzione verso la Catalogna, che ha disertato largamente le urne nelle ultime amministrative, con un rinnovato impegno a sviluppare pienamente il nuovo Statuto catalano nei suoi aspetti principali, specie in riferimento al sistema dei trasporti ferroviari e alle dotazioni economiche.

Nella sua relazione alle Cortes, Zapatero ha fatto mostra di una situazione economica del paese invidiabile nel panorama europeo, con un andamento del PIL medio del 3,7%, un attivo di bilancio superiore all'1,8% ed una riduzione del tasso d'inflazione rispetto al 2004, con un differenziale positivo dalla media dell'Unione Europea attorno al mezzo punto.

Sono molti anni, ormai, che il ciclo economico si presenta positivo in Spagna, fin dai tempi di Aznar. Oggi rispetto a ieri, però, la differenza starebbe nella crescita dell'occupazione stabile e nella progressiva modificazione del modello di sviluppo economico.

Tanto da far dire al premier, che la sua legislatura è stata "la legislatura dell'occupazione": due milioni e mezzo di nuovi posti di lavoro, con l'obiettivo di giungere fino a tre milioni entro quest'anno, una diminuzione della disoccupazione per 400 mila unità, un aumento dell'occupazione femminile tale che oggi le occupate sono più di otto milioni (su un totale di venti milioni di occupati) e, soprattutto - con la nuova riforma del mercato del lavoro - un aumento dei contratti a tempo indeterminato del 40%, con una quotidiana trasformazione di 3.300 contratti temporanei in contratti stabili.

Una performance economica positiva realizzata all'interno di un primo avvio nella trasformazione del modello di crescita, privilegiando gli investimenti produttivi, aumentando le risorse destinate alla ricerca, lo sviluppo e l'innovazione, potenziando il sistema delle infrastrutture; approntando nuove regole per lo sfruttamento del suolo pubblico, attraverso l'approvazione della Legge sul Suolo, a sostegno dell'edilizia popolare, per uno sviluppo urbano sostenibile e contro la speculazione immobiliare.

Zapatero ha poi ricordato gli assi portanti della sua iniziativa di Governo, oltre l'azione di politica economica, nel solco di uno sviluppo del modello democratico: dalla politica internazionale - con il ritiro delle truppe dall'Iraq e un nuovo sistema di relazioni con il Sudamerica - al recupero della memoria storica per dare onore e riconoscimento alle vittime della Guerra Civile e della dittatura franchista; dalle politiche di protezione sociale - la Legge a sostegno delle persone non-autosufficienti, l'aumento di pensioni e salario minimi - all'affermazione dei diritti e delle libertà personali - il matrimonio tra persone dello stesso sesso, il riconoscimento delle coppie di fatto sul piano previdenziale, la legge contro la violenza di genere, la legge per l'eguaglianza tra donne e uomini; dall'elezione del metodo del dialogo sociale e della concertazione alla riforma del modello statuale, con l'adozione di nuovi Statuti autonomistici.

Ha difeso, infine, la scelta del suo Esecutivo nel tentare l'apertura di un processo di pace per porre fine al conflitto basco, andato fallito già con l'attentato di Barajas del dicembre 2006 e, definitivamente, con la rottura della tregua dichiarata dall'ETA lo scorso 5 di giugno.

A questa gran messe di dati e di proposte, Rajoy non ha replicato granché, salvo sulla politica contro il terrorismo, facendone il centro della sua replica.

Accusando il premier di slealtà nei confronti del principale partito d'opposizione e del popolo spagnolo tutto, ha preteso che gli atti delle conversazioni del Governo con l'ETA fossero resi pubblici. Una risoluzione in questo senso, presentata dal PP al voto, è stata respinta da tutti gli altri gruppi parlamentari.

Si è chiuso così, l'ultimo confronto parlamentare tra socialisti e popolari ed ora, come tutti sostengono, la campagna elettorale è virtualmente aperta.

E, per affrontare meglio quest'ultimo scorcio di legislatura e portare a compimento gli impegni assunti con gli elettori, Zapatero ha rimodellato il suo Governo, cambiando i titolari dei dicasteri dell'Amministrazione Pubblica, della Sanità, della Cultura e della Casa, con un miglioramento di immagine per l'insieme dell'Esecutivo.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il