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Pensioni affermazioni, indicazioni, novità De Michele, Padoan, Boeri, Padoan Bellissima, riforma: novità lunedì

Le affermazioni pensioni della settimana da De Micheli, Bellissima, Zanetti, premier Renzi e ministro dell’Economia Padoan: le posizioni




NOVITA' PENSIONI E ULTIME NOTIZIE PENSIONI, ULTIMISSIME OGGI lunedì FEBBRAIO 2016 (ultimo aggiornameno fatto ore 11:32)

Novità PENSIONI E ULTIME NOTIZIE PENSIONI, ULTIMISSIME OGGI DOMENICA FEBBRAIO 2016 (ultimo aggiornameno fatto ore 21:12): Tra le più interessanti paradossalmente vi è il silenzio di numerosi protagonisti della vicenda delle novità per le pensioni che non compaiono più nelle ultime notizie e ultimissime. E non stiamo parlando di personaggi poco noti, ma anche di autorià del calibro di Padoan o Zanetti il quale da quando ha assunto il nuovo ruolo non parla più delle novità sulle pensioni, cosa che pur con estrema cautela ed oggettività che gli deve essere giustamente riconosciuta prima faceva.

PENSIONI novità E ULTIME NOTIZIE PENSIONI, ULTIMISSIME OGGI DOMENICA FEBBRAIO 2016 (ultimo aggiornameno fatto ore 13:12): Continuano come sempre le affermazioni e le nuove indicazioni da parte di politici, studiosi, economisti e autorità competenti di varie genere sulle novità per le pensioni. Leggendo tra le ultime notizie e ultissime abbiamo riportato e ne riporteremo altre di quelle più interessanti per quota 100, mini pensioni

Si è chiusa un’altra intensa settimana di incontri e discussioni su eventuali novità pensioni da definire e tra le ultime notizie spiccano le recenti affermazioni di autorevoli esponenti politici e sociali, a partire dall’esponente del Pd Micheli,che nei suoi ultimi interventi televisivi sulle pensioni ha spiegato che i cambiamenti da apportare non devono essere dati per scontati poiché a pagarli sarebbero tutti i contribuenti con le tasse e ciò significa che prima di procedere all’approvazione modifiche certe bisogna sapere con precisione se e quante risorse economiche da impiegare esistono realmente. Le penalizzazioni, infatti, imposte da ogni piano di uscita prima non bastano e si arriverebbe ad incidere sui conti pubblici.

Dal canto suo, il segretario generale della Uilp Bellissima ha spiegato che si attende il responso da parte della Consulta sulla questione delle rivalutazioni delle pensioni, decisamente esigua e parziale in base a quanto deciso dall’esecutivo, e che dopo il ricorso collettivo si sta passando ora ai ricorsi individuali. Nel frattempo, si continua a lavorare con singole iniziative nelle diverse Regioni in attesa che l’esecutivo metta a punto soluzioni pensionistiche universali. E di esempi finora ne abbiamo visti tanti, dall’assegno universale in Molise, Puglia, Lombardia, Trentino Alto Adige, al piano di quota 100 in Sicilia.

Strano, invece, il recente silenzio del neo viceministro Zanetti, lui che ha sempre spiegato che la questione pensioni deve essere portata avanti ma rimanendo sempre cauti nell’attuare riforme cambiando completamente quelle già in vigore, ribadendo anche la necessità di discutere della disparità di trattamento pensionistico esistente tra uomini e donne, vale a dire della possibilità concessa solo alle donne di andare in pensione prima. La logica di lavoro sarebbe quella di equiparare le uscite di uomini e donne in modo da non creare discriminazioni ed effettivamente lo stesso sottosegretario se ne dice favorevole. E, così come il premier Renzi che dal discordo di fine anno che non pala di pensioni, anche Zanetti non ne ha fatto più riferimento.

Questi silenzi non rappresentano certo buone indicazioni per il futuro delle pensioni. diversa invece la posizione del ministro dell’Economia Padoan: da sempre contrario a qualsiasi cambiamento pensionistico e convinto del fatto che l’attuale legge pensioni debba rimanere così com’è ancora per un po’, qualche settimana fa ha aperto all’approvazione di un assegno universale di tipo comunitario, un sussidio Ue per i disoccupati, misura che, insieme al progetto dell’assegno universale così come concepito strettamente in Italia, cioè per gli over 55 che restano senza lavoro e che non possono ancora andare in pensione, potrebbe essere il primo passo concreto verso l’introduzione di questa misura.

Padoan ha spiegato che, in virtù dell’alta disoccupazione, eredità della crisi economica degli ultimi anni, bisognerebbe creare un sussidio comune, di dimensione europea, contro la disoccupazione a sostegno di tutti coloro che a causa di forti difficoltà economiche si ritrovano senza impiego. Per la realizzazione di questo sussidio, le risorse, secondo quanto spiegato, dovrebbero derivare da fondi nazionali o da bilanci statali. Si tratterebbe, comunque, ha precisato anche il ministro, di una misura temporanea.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il