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Novità pensioni con Spending Review strutturale è la prima vera novità positiva per pensioni anticipate: novità lunedì

La revisione della spesa pubblica strutturale potrebbe essere il primo passo verso un reale cambiamento delle pensioni: la situazione




Il ritorno al lavoro del commissario per la spending review Gutgeld e le ultime notizie sui tagli nelle sue intenzioni per la revisione della spesa pubblica potrebbero essere il punto di partenza per accumulare quelle risorse economiche necessarie poi per procedere alla definizione di novità pensioni positive. I tagli previsti dovrebbero interessare agevolazioni e detrazioni fiscali e assistenza e, quindi, interessare pensioni di reversibilità, guerra, invalidità, che rappresentano gran parte della spesa previdenziale ma non prettamente pensionistica e che, se tagliate, permetterebbero di ricavare notevoli risparmi che verrebbero investiti per realizzare concretamente modifiche alle attuali norme pensionistiche, così come richieste.

La revisione della spesa, strutturale, sarebbe il primo passo non solo nel percorso di realizzazione di piani di pensione anticipata, ma anche per procedere alla cancellazione delle ricongiunzioni onerose, nonché della semplificazione del cumulo, strade secondarie che comunque possono permettere a determinati lavoratori di lasciare il lavoro prima rispetto a quanto imposto dagli attuali requisiti, considerati ancora troppo rigidi, soprattutto alla luce del nuovo scatto verificatosi dal primo gennaio di quest’anno, quando l’età pensionabile è ancora salita, passando da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi.

Nonostante la messa a punto di un programma di revisione della spesa pubblica che lo stesso premier intende portare avanti in maniera seria questa volta, e non come accaduto qualche mese fa quando si è rivelata davvero irrisoria, e l'esame da parte del Consiglio dei Ministri di decreti legislativi per l'attuazione della riforma della struttura del bilancio dello Stato, che prevedono un processo di spending review strutturale e la revisione del bilancio con obiettivi di spesa mirati e più coerenti per ministeri, il problema resta sempre quello di far quadrare i conti.

Da sempre, infatti, si dice l’ostacolo per l’approvazione di nuove norme per le pensioni sia proprio quello della mancanza di fondi necessari, eppure ci sarebbe da valutare che l’impiego di tali eventuali fondi sarebbe solo iniziale, sempre alla luce del fatto che ogni piano di uscita prima, sia che si tratti di quota 100, che di mini pensione o anche quota 41, prevede comunque penalità a carico del lavoratore, per cui i soldi che verrebbero impiegati in un primo momento verrebbero comunque ripresi e, anzi, sul lungo periodo, potrebbero portare anche ad accumulare nuovi risparmi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il