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Pensioni novità riforma oggi martedì 16 Febbraio 2016

Posizioni forze politiche e sociali su cambiamenti pensionistici e piani sostenuti: cosa prevedono e per chi sono




Novità PENSIONI E ULTIME NOTIZIE PENSIONI, ULTIMISSIME martedì (ultimo aggiornameno fatto ore 8:36): Si va verso una stessa direzione seppur con obiettivi che sono cambiati, anche se non ufficialmente, per le novità per le pensioni che rimangono sempre pensioni anticipate in primis, ma anche un risistemazione delle ricongiunzioni e del cumulo, ma con obiettivi che si sono ridotti, se si legge tra le righe, per renderli probabilmente più realizzabili anche nei confronti dei continui no della Ragioneria e dei tecnici del tesoro.

Il dibattito previdenziale continua ad essere incentrato su novità per le pensioni anticipate e piani di uscita prima come quota 100, mini pensione, quota 41, cancellazione delle ricongiunzioni onerose e semplificazione del cumulo, nonché sulla necessità di approvazione dell’assegno universale che, come confermano del resto le ultime notizie, sembra ancora essere l’unica misura capace di mettere tutti d’accordo, da forze sociali a forze politiche, alla stessa Bruxelles da sempre contraria ad ogni altro cambiamento pensionistico. E ogni forza politica sembra muoversi su una diversa direttiva, come del resto accade da sempre.

Manca, infatti, una soluzione condivisa capace di mettere tutti d’accordo, ad eccezione dell’assegno universale, in riferimento ai piani di uscita anticipata. E ad oggi Movimento 5 Stelle, Lega e minoranza Pd rilanciano sul dare maggiore potere alle gestione di categoria per le novità pensioni, senza però dimenticare quelle che non ne hanno già uno e perdere di vista gli altri obiettivi. Il Pd, infatti, punta ancora ad una revisione dell'attuale legge, come chiaramente spiegato dal capogruppo Parente, in relazione al sostegno dell'occupazione. Approvare piani di pensione anticipata, infatti, significherebbe spingere sul rilancio del mondo del lavoro per i più giovani.

Ed è proprio questa l'urgenza per cui approvare cambiamenti pensionistici. Tra i piani per uscire  prima, Lega e M5S continuano a spingere sul metodo di quota 100, la minoranza Pd insiste sull’uscita con 62 anni di età e 35 anni di contributi e penalizzazioni ma anche, sostenuta dalle forze sociali, sul pino di quota 41, vale a dire garantendo a tutti di poter andare in pensione avendo maturato 41 anni di contributi e indipendentemente dall’età anagrafica.

Anche il M5S si dice favorevole al piano di quota 41 ed anche 40, ma senza penalizzazioni, appoggiato anche da Forza Italia. Dal canto suo FI, che sosteneva il primo progetto della Lega, vale a dire quello di totale revisione dell’attuale legge, spinge invece sulla necessità di aumentare le pensioni minime, considerando le situazioni di gravi difficoltà in cui vertono la maggior parte dei pensionati italiani, costretti a vivere con meno di mille euro e in alcuni casi anche di 500.

Se, dunque, come chiaramente è evidente, è diffusa la volontà politica di agire sulle pensioni, quando si parla di mancanza di volontà è probabilmente riferito ai grandi esponenti dell'esecutivo, a partire dal premier, che da sempre anuncia modifiche alle pensioni, puntualmente rimandate e che ormai è abituato a decidere, come già accaduto con le novità per il Lavoro e la Scuola, da solo. Del resto, anche il ministro dell'Economia è dichiaratemente contrario a cambiamenti pensionistici da sempre, motivo che contribuisce a bloccare ancora le modifiche pensionistiche.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il