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Riforma Pensioni: novità seconda fase entra nel vivo con Milleproroghe

Nuove misure pensioni che potrebbero essere rilanciate in seconda fase di discussione del decreto Milleproroghe: cosa potrebbe cambiare




Novità Riforma PENSIONI  OGGI martedì FEBBRAIO 2016 (ultimo aggiornameno fatto ore 12:30): Inizia oggi, o meglio oggi pomerggio, il secondo passaggio dell'unica iter legislativo che al momento potrebbero portare novità concrete, seppur tra mille difficoltà, per le novità sulle pensioni. L'inizio come confermano le ultime notizie e ultimissime è oggi lunedì, ma in realtà dovrebbe continuare o, forse riprendere (visto che lunedì di solito le attività vengono, purtroppo, posticipate, martedì.

Giovedì 11 febbraio la Camera ha approvato il decreto Milleproroghe che al momento non prevede alcuna novità per le pensioni. Ora il testo passa al Senato e sarà quella seconda fase forse l'occasione ideale per inserire misure dell'ultimo minuto anche per le pensioni. Secondo le ultime notizie, tra le misure approvate, la proroga al 31 dicembre 2016 per la durata in carica dei componenti del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dei componenti dei Consigli regionali; multe da 200 mila euro per i partiti che non presentano il bilancio; cancellazione del contributo per licenziamenti per cambi di appalto; estensione del part time over63 anche per Poste e Fs; proroga al 31 luglio della durata della gestione commissariale per la bonifica delle aree della Terra dei fuochi.

Con la ripresa delle discussioni sulle misure del Milleproroghe, la minoranza del Pd tornerà certamente a rilanciare almeno sull’allargamento dei fondi per migliorare la staffetta ibrida, in modo da renderla più accessibile e conveniente per le piccole e medie imprese, e sulla cancellazione delle ricongiunzioni onerose, nonché per la semplificazione del cumulo.

Potrebbe essere anche possibile che si riporteranno in ballo piani come quota 100, quota 41, quota 40 e mini pensioni, a livello sperimentale e condivisi da tutti i partiti, ma il vero problema sono i fondi. E non si tratta di una novità: dal momento in cui si è iniziato a parlare di cambiamenti da apportare all’attuale legge pensioni, considerata troppo rigida, soprattutto per quanto riguarda i requisiti di uscita dal lavoro, decisamente elevati, l’ostacolo è stato sempre quello della scarsità delle risorse economiche, nonostante si sia sempre parlato di piani a costo zero e autofinanziati.

Ed effettivamente così sarebbero, considerando le penalizzazioni imposte da ogni metodo al lavoratore che decide di lasciare prima il lavoro. Inizialmente, dunque, sarebbero necessari soldi che, però, nel lungo periodo verrebbero recuperati ed anzi potrebbero portare anche ad accumulare risparmi, oltre che rilanciare l’occupazione giovanile. Permettendo, infatti, ai lavoratori più anziani di lasciare prima il lavoro, si lascerebbero liberi posti da lavoro in cui impiegare giovani, contribuendo così a rilanciare competitività e produttività e, quindi, l’economia in generale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il