BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Riforma pensioni novità Governo Renzi pensioni anticipate, ricongiunzioni, detrazioni che avranno un ruolo a 360 gradi

L'introduzione di novità sulle pensioni sembra subordinato a nuovi tagli alla spesa previdenziale, ma c'è poca chiarezza.




Sin dai primi giorni del suo insediamento è apparso chiaro come le intenzioni dell'esecutivo siano quelle di legare le novità sulle pensioni al rilancio dell'economia in Italia. Ma siccome la crescita avviene con lentezza, le strade percorribili per migliorare il sistema previdenziale sono due: le misure in autofinanziamento così come è accaduto con la manovra di fine anno in cui i provvedimenti sono passati grazie alla stretta sugli assegni di importo più elevato, le disposizioni di segno negativo, in cui diventa centrale il taglio della spesa previdenziale, per disporre di risorse da investire per migliorare le pensioni in Italia ovvero favorire l'uscita un po' prima rispetto a quanto ora previsto.

Ecco allora che riprende il confronto sulla revisione dei criteri sul cumulo e quella degli importi degli assegni d'oro, quelli oltre dieci volte il minimo Inps, la riscrittura della regole sulle pensioni di guerra e su quelle di invalidità. Un ruolo chiave viene evidentemente ricoperto da Yoram Gutgeld, deputato del Partito democratico, consigliere economico del presidente del Consiglio e attuale commissario per la spending review. In questa scia è arrivato a Montecitorio, in commissione Lavoro, il disegno di legge delega sulla povertà che prevede il riordino di diverse prestazioni legate al reddito, tra le quali la pensione di reversibilità.

Si tratta di quelle erogate agli eredi alla morte del pensionato o del lavoratore che muore avendo maturato i requisiti per l'assegno previdenziale. Il punto è però un altro: quali sono le novità di segno positivo che Palazzo Chigi intende introdurre nel sistema delle pensioni? Sembra infatti che oltre al tentativo di prendere tempo, non ci siano né chiarezze sulle misure più opportune dal punto di vista sociale e né reale volontà politica a modificare la legge in vigore. Lo stesso ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali continua a ripetere, ancora adesso, come siano in corso nuove valutazioni e approfonditi studi sulla sostenibilità economica.

Dall'applicazione di quota 100, intesa come somma di età anagrafica e anni di contribuzione necessari per andare in pensione, all'introduzione delle mini pensioni per gli over 55 senza lavoro e senza assegno previdenziale, dalla proposta di compensare le penalizzazioni nel caso di ritiro anticipato con una somma da restituire in piccole rate al ricalcolo degli importi con il sistema contributivo: ogni suggerimento è per ora caduto nel vuoto per insufficienza di coperture economiche.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il