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Pensioni convergenza Boeri e Damiano novità pensioni anticipate, ricongiunzioni, quota 100. Cauti al massimo Padoan e Zanetti

Le ultime posizioni di autorevoli esponenti dell’esecutivo nei confronti di cambiamenti pensionistici: cosa ne pensano e divergenze




C’è una decisa divergenza di posizioni e opinioni sui piani di uscita anticipata, come quota 100 e mini pensioni, così come sulla cancellazione delle ricongiunzioni onerose e su altre novità per le pensioni. Le ultime notizie, pur confermando una convergenza tra due personalità come il presidente della Commissione Lavoro, che continua a rilanciare sull’uscita prima con 63 anni di età, 35 di contributi e penalizzazioni nonché sulla necessità di rendere del tutto gratuite le ricongiunzioni dei diversi trattamenti previdenziali, e il presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri, pronto subito a rimettere in discussione le misure di cambiamento delle pensioni, tra uscite prima, cancellazione delle ricongiunzioni onerose e non solo, riportano anche nuovi silenzi da parte di autorevoli esponenti dell’esecutivo che non lasciano certamente ben sperare in novità prossime positive.

A questa situazione si aggiunge la ribadita mancanza di risorse economiche. Eppure, come sempre detto, i piani per garantire a tutti la possibilità di pensione anticipata, da quota 100 a mini pensione a quota 41, sarebbero a costo zero, considerando le penalizzazioni imposte da ognuno a carico del lavoratore che decide di andare in pensione prima. E’ piuttosto strano il nuovo silenzio del neo viceministro dell’Economia Zanetti. Lui da sempre dice che la questione pensioni deve essere portata avanti ma rimanendo sempre cauti nell’attuare riforme cambiando completamente quelle già in vigore, ribadendo anche la necessità di discutere della disparità di trattamento pensionistico esistente tra uomini e donne, vale a dire della possibilità concessa solo alle donne di andare in pensione prima.

La proposta sarebbe quella di equiparare le uscite di uomini e donne in modo da non creare discriminazioni ed effettivamente. E, così come il premier Renzi che dal discordo di fine anno che non parla di pensioni, anche Zanetti non ne ha fatto più riferimento. Il ministro dell’Economia Padoan, invece, da sempre contrario a qualsiasi cambiamento pensionistico e convinto del fatto che l’attuale legge pensioni debba rimanere così com’è ancora per un po’, qualche settimana fa proposto un assegno universale di tipo comunitario, un sussidio Ue per i disoccupati, misura che, insieme al progetto dell’assegno universale così come concepito strettamente in Italia, cioè per gli over 55 che restano senza lavoro e che non possono ancora andare in pensione, potrebbe essere il primo passo concreto verso l’introduzione di questa misura.

Padoan ha spiegato che, considerando l'elevato tasso di disoccupazione attuale, bisognerebbe creare un sussidio comune, di dimensione europea, contro la disoccupazione a sostegno di tutti coloro che a causa di forti difficoltà economiche si ritrovano senza impiego. Per la realizzazione di questo sussidio, le risorse, secondo quanto spiegato, dovrebbero derivare da fondi nazionali o da bilanci statali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il